Pianeta a rischio, servono obiettivi e tempi certi

Il pianeta è a rischio. Servono obiettivi e tempi certi contro i cambiamenti climatici. Scongiurare gli effetti devastanti del riscaldamento globale deve restare priorità assoluta. A ribadirlo è Cia-Agricoltori Italiani, dopo il fallimentare Consiglio Ue che ha visto saltare l’accordo sull’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050, per voto contrario di Polonia, Ungheria, Estonia e Repubblica Ceca.

Secondo Cia-Agricoltori Italiani, l’Europa non può fare retromarcia e accettare di cancellare la data del 2050, trovandosi già prossima al punto di non ritorno del 2020 quando sarà impossibile, contrariamente a quanto stabilito, restare entro 1,5°C se a causa delle attuali emissioni di gas serra, si è ormai oltre i 3 gradi.

Il mondo sta perdendo la sua occasione e il prossimo Consiglio europeo straordinario indetto per il 30 giugno, dovrà, continua Cia, essere capace di sostenere l’evidenza dei cambiamenti climatici, avallata da scienziati, mondo agricolo e società civile.

L’innalzamento delle temperature, sommato agli squilibri metereologici, con l’aumento degli eventi estremi e degli episodi siccitosi, spiega ancora una volta Cia, sta avendo conseguenze dirette sull’agricoltura, riducendo le produzioni e cambiando la geografia delle colture e delle tecniche agricole, con rischi per la sicurezza alimentare e la disponibilità di acqua. Eppure, nonostante rappresenti uno dei settori più colpiti con oltre 10 miliardi di euro di danni, già causati dal cambiamento climatico nell’ultimo decennio, proprio la buona agricoltura è quella che mitiga l’effetto serra e riduce le sue emissioni (-25%), produce energie rinnovabili (+690%), limita il consumo di acqua e di pesticidi (-27%), aumenta le superfici biologiche (+56%) e ha un ruolo fondamentale nell’assorbimento di anidride carbonica, giungendo a “sequestrare” circa 0,5 tonnellate di carbonio per ettaro l’anno.

Occorre, conclude Cia, che l’Europa si prepari al vertice sull’azione per il clima convocato dalle Nazioni Unite per il 23 settembre, ripristinando impegno forte, concreto e univoco.



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