Sea Watch a Lampedusa, sbarcati i migranti: Carola Rackete è in stato di arresto

Carola Rackete, la capitana della Sea Watch 3, ha deciso di entrare nel porto di Lampedusa nonostante la mancanza di autorizzazioni da parte delle autorità ed è stata arrestata per violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra, un reato che prevede una pena dai tre ai 10 anni di reclusione. Adesso si trova ai domiciliari sull’isola (l’arresto) . Le potrebbe essere contestato anche il tentato naufragio della motovedetta della Guardia di Finanza, speronata durante la manovra di attracco. Lo sbarco dei migranti è iniziato intorno alle 5.45 (foto). La nave è ora sotto sequestro. Il procuratore di Agrigento: “Violenza inammissibile”. Salvini è tornato ad attaccare la capitana, parlando di “condotta criminale”. Il premier Conte ha invece detto che “le leggi si rispettano”.

L’ultima disobbedienza di Carola Rackete poteva avere conseguenze gravi per l’incolumità della Guardia di Finanza. Dinanzi alla decisione della comandante della Sea Watch di riaccendere i motori e dirigersi verso il porto, i finanzieri hanno intimato per tre volte l’alt. Ma lei lo ha ignorato. La motovedetta della Gdf ha tentato di frapporsi fra la banchina e la nave per impedire l’attracco, ma anche in questo caso Carola non si è fermata fino all’incidente con l’imbarcazione dei finanzieri.

“Abbiamo rischiato di morire” dicono fonti della Gdf all’Adnkronos, che parlano di “azione criminale” nel forzare il blocco, perché “siamo rimasti schiacciati sulla banchina” e a bordo della motovedetta si è respirato un clima di “terrore” perché “ci siamo visti addosso a noi un bestione da 600 tonnellate”.

Prefetto Agrigento: pronto a fare sanzione

“Attendo la relata di notifica del provvedimento della Guardia di finanza. Il decreto Sicurezza bis prevede una sanzione da 10 mila euro a 50 mila euro sia per il comandante della nave che per il proprietario e l’armatore. Valuterò non appena avrò il provvedimento”. Lo dice il prefetto di Agrigento, Dario Caputo, in merito alla Sea Watch. “Sono sulla linea d’azione del decreto Sicurezza bis e del Viminale – aggiunge il prefetto – . E’ una situazione molto delicata perché adesso, si è sovrapposta anche l’inchiesta penale”.

Chi è Carola Rackete
Per Carola Rackete, 31 anni, cinque lingue nel proprio bagaglio e già una vita passata in mare, quella sulla Sea Watch non è certo la prima esperienza con una ong, come riporta il quotidiano la Repubblica: nel 2015 è salita a bordo della nave Arctic Sunrise di Greenpeace, l’imbarcazione rompighiaccio utilizzata dall’organizzazione ambientalista nelle sue iniziative a tutela dei mari e dei poli. Dopo aver conseguito nel 2011 una laurea in scienze nautiche e un master in conservazione ambientale in Inghilterra alla Edge Hill, con una tesi sugli albatros della Georgia del Sud, Rackete, originaria della bassa Sassonia, non ha perso tempo per imbarcarsi: dal 2011 al 2013 è stata al timone di una nave rompighiaccio nel Polo Nord per l’Alfred Wegener, uno dei maggiori istituti oceanografici. Subito dopo, a 25 anni, è diventata secondo ufficiale dello yatch da spedizione “Ocean Diamond”. Un’attività di ricerca a cui ha fin dall’inizio accompagnato il volontariato, come riporta il suo profilo Linkedin. Nel 2014 ha preso parte ai servizi di volontariato nelle zone vulcaniche di Kamchatka in Russia, dove si è occupata di educazione ambientale per bambini, ricerca botanica e turismo locale, poco prima del master in Inghilterra. Rackete si “arruola” nella Sea Watch nel 2016. Un anno dopo l’incarico nel ruolo di manager delle comunicazioni con gli aerei di ricognizione della Ong, per diventare poi la comandante della Sea Watch 3.

La comandante che ha forzato il blocco italiano
Carola Rackete aveva già forzato il blocco delle autorità italiane lo scorso 26 giugno davanti a Lampedusa dicendo: “Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So a cosa vado incontro ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo”. La 31enne non si è fermata davanti all’alt della motovedetta della Guardia di finanza che le ha intimato di non dirigersi verso il porto siciliano. “Io sono responsabile delle 42 persone che ho recuperato in mare e che non ce la fanno più”, aveva detto su Twitter. “Quanti altri soprusi devono sopportare? La loro vita viene prima di qualsiasi gioco politico o incriminazione”.



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