Terreni che ‘fumavano’ per colpa del compost irregolare : scoperto traffico illecito di rifiuti tra Roma e Latina, 23 indagati

Un’operazione condotta da Polizia e Carabinieri contro il traffico illecito dei rifiuti ha consentito di sequestrare tre aziende operanti nel campo della gestione di rifiuti, due in provincia di Latina ed una in provincia di Roma, una discarica di proprietà di una società di Roma, quattro appezzamenti di terreno (nei comuni di Pontinia e Roma) e 10 mezzi tra autocarri, trattori, semirimorchi, escavatori.

I reati contestati alle 23 persone indagate sono il concorso in traffico illecito di rifiuti, nonché, per alcuni di loro, anche il falso ideologico in atto pubblico nella predisposizione di certificati di analisi, abbandono di rifiuti e discarica abusiva, e infine l’intralcio all’attività di vigilanza e controllo ambientale.

Tutti gli indagati, nelle diverse qualifiche di amministratori, dipendenti delle società nonché di autisti di mezzi, proprietari dei terreni dove veniva spanso il compost, al fine di conseguire un ingiusto profitto, gestivano abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi conseguendo un risparmio di spesa valutabile intorno al milione di euro.

L’attività investigativa è iniziata a seguito di continui esposti da parte di numerosi comitati presenti nel comune di Pontinia (LT) per l’emissione di miasmi maleodoranti provenienti, in particolare, da un’azienda produttrice di compost.

Le indagini sono state condotte in maniera coordinata, dalla Polizia stradale di Aprilia, dal Nucleo investigativo di Polizia ambientale forestale e dal Gruppo CC di Latina, con sopralluoghi e servizi sul territorio corredati da rilievi fotografici e con il ricorso a strumentazioni sofisticate.

Gli accertamenti hanno fatto riscontrare il superamento di diversi parametri previsti dalla normativa di settore, riguardanti il corretto utilizzo di fertilizzanti e prodotti affini. Ma non solo. Mediante riprese video dagli elicotteri del Reparto Volo della Polizia di Stato, nonché con intercettazioni telefoniche e ambientali è stata documentata anche la gestione illecita di rifiuti.

Infatti, la società di Pontinia, formalmente adibita e autorizzata al recupero di rifiuti mediante produzione di “compost di qualità”, produceva stabilmente, rifiuto, che veniva spanso in terreni non solo in zone vicine all’azienda stessa ma anche presso terreni in provincia di Roma.

Le altre società sequestrate sono le aziende che svolgono rispettivamente la gestione di alcune fasi della lavorazione del materiale in ingresso proveniente dalla raccolta differenziata dei comuni e la ditta che gestisce i trasporti, dunque i mezzi che effettuano i movimenti dall’impianto di Pontinia alla discarica romana.

L’operazione, denominata “smokin’ fields” deriva dal fatto che i terreni sui quali veniva effettuato lo spandimento del compost, “fumavano” letteralmente, segno evidente di una mancata maturazione del materiale, che invece continuava a fermentare in corso d’opera, contravvenendo in tal modo ai più elementari principi di rispetto dell’ambiente, a cui si sarebbero dovuti attenere i responsabili degli impianti sequestrati.



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