Deodorante e cancro del seno

Usare il deodorante può provocare il cancro del seno? Lo affermano articoli che circolano attraverso catene di e-mail e siti internet. In alcuni di questi articoli si afferma che il deodorante impedirebbe all’organismo di eliminare col sudore determinate tossine, favorendo così la comparsa di mutazioni e quindi il cancro. Si sostiene anche che l’alluminio e i parabeni contenuti in molti deodoranti avrebbero un effetto cancerogeno e che i tumori si svilupperebbero più frequentemente nel quadrante superiore esterno della mammella per contiguità con i linfonodi “intasati” dal deodorante. Inoltre l’abitudine di depilare le ascelle, sempre secondo tali articoli, potenzierebbe gli effetti cancerogeni del deodorante, favorendo l’ingresso di sostanze tossiche attraverso la pelle; infine, gli uomini svilupperebbero più raramente il cancro della mammella perché usano meno deodorante e non si depilano.

Se il nesso tra l’uso di deodoranti e lo sviluppo del cancro al seno fosse vero, dovrebbe emergere dagli studi epidemiologici, ma non vi sono dati consistenti che confermino questa associazione. Uno studio del 2002 ha confrontato i dati di oltre 800 donne con cancro al seno e altrettante sane, esaminando le loro abitudini in materia di igiene, e non ha mostrato alcuna differenza tra i due gruppi per quanto riguarda deodoranti o depilazioni. È bene anche ricordare che l’uso della ceretta o del rasoio può sì aumentare il rischio di infezioni, ma ciò non modifica l’eventuale assorbimento delle sostanze attraverso la pelle.

Nel 2016 è stata pubblicata anche una revisione sistematica di tutti gli studi osservazionali (cioè basati sull’osservazione di ciò che riferiscono le donne) e di due studi caso-controllo (cioè studi in cui è stata messa a punto una sperimentazione con un gruppo di utilizzatori di deodoranti e un gruppo che non li utilizzava). La revisione conferma l’assenza di relazione tra deodoranti e rischio di cancro, ma segnala anche la mancanza di studi di buona qualità.

L’alluminio

I composti di alluminio sono tra gli ingredienti attivi dei deodoranti perché bloccano le ghiandole sudoripare e hanno un’azione batteriostatica: limitano, cioè, la proliferazione dei batteri e gli odori che possono produrre. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che l’alluminio possa essere assorbito attraverso la pelle e modificare i recettori per gli estrogeni nel tessuto mammario. Poiché molti tumori rispondono alla concentrazione di estrogeni, l’alluminio potrebbe, in teoria, accrescere il rischio di ammalarsi. Al momento non vi sono però prove attendibili che l’alluminio possa raggiungere la ghiandola mammaria attraverso la pelle (uno degli studi più seri ha dimostrato il passaggio di una quantità quasi irrisoria, pari allo 0,012 per cento). La quantità di metallo che raggiunge la mammella attraverso il cibo è molto più elevata di quella che lo fa attraversando la cute.

Di conseguenza gli esperti ritengono che non vi sia, allo stato attuale delle ricerche, alcun legame concreto tra alluminio nei deodoranti e cancro del seno.

In altri casi la colpa viene data ai parabeni, sostanze chimiche con proprietà simili agli estrogeni usate come conservanti in diversi cosmetici e additivi alimentari. In questo caso, l’idea nasce da uno studio del 2004 che aveva dimostrato la presenza di parabeni in 20 campioni di tessuto di tumore del seno, concludendo che queste sostanze ‘avrebbero potuto’ avere un effetto cancerogeno. “Come spesso accadde, anche se né le dimensioni né le caratteristiche dello studio permettevano di arrivare a conclusioni certe, l’idea ha poi preso piede. In sostanza, tuttavia, non esistono studi che dimostrino una relazione di causa-effetto tra l’assorbimento di parabeni attraverso la pelle e la probabilità di sviluppare un tumore del seno”.



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