E morta l’orsa Yoga aveva 30 anni

E’ morta a 30 anni, “un’età assolutamente rilevante per un orso”, scrive il Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, l’orsa Yoga, diventata famosa alla fine degli anni ’90 del secolo scorso per le scorribande nei paesi del Parco.

Yoga era rimasta orfana quando aveva appena un anno (la madre uccisa da un bracconiere) e non aveva potuto apprendere tutti gli insegnamenti necessari per cavarsela da sola nella foresta.

Dopo un lungo periodo nell’area faunistica di Villavallelonga (L’Aquila), dall’agosto 2017 era ospitata nel Centro Visite di Pescasseroli; sono stati i custodi a trovarla senza vita domenica mattina. Nel 2018 l’orsa aveva subìto un importante intervento a causa di alcune ernie midollari alla colonna vertebrale che le stavano paralizzando gli arti posteriori; aveva poi ricominciato a camminare, ma aveva ovviamente problemi legati all’età. Ora nella sede di Teramo dell’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise con l’autopsia sarà accertata la causa ultima di morte.

Per sopravvivereaveva imparato a rubacchiare il cibo dall’uomo: a volte si nascondeva nei pressi dell’area pic-nic della Camosciara e saltava fuori dai cespugli solo dopo che il turista di turno aveva preparato una succulenta merenda. Preso alla sprovvista dall’arrivo dell’orsa, il villeggiante si dileguava lasciando sul campo il pranzo imbandito, che Yoga si poteva gustare in tutta tranquillità.

Yoga, ricorda una nota del Parco, cominciò da giovanissima a frequentare la Camosciara, in estate, cercando di rubacchiare cibo ai turisti pronti a fare un pic-nic. Con il tempo, però, divenne sempre più confidente, avvicinandosi ai campeggi. Finché un giorno arrivò a Opi (L’Aquila) durante la festa patronale, spaventando tutti coloro che erano in piazza; poco tempo dopo entrò nella cantina di una casa, a quel punto il Parco prese la decisione di ridurla in cattività. “Una scelta dolorosa, ma necessaria a garantire l’incolumità delle persone e della stessa orsa, che se avesse continuato le incursioni poteva trovare la morte a causa di eventi accidentali legati all’uomo”. Yoga e Sandrino sono stati gli orsi più famosi del Parco, due ambasciatori della specie di orso bruno marsicano, che può arrivare a vivere 35-40 anni. Yoga ha rappresentato il primo, e finora unico, caso in cui l’Ente Parco ha ridotto in cattività un orso problematico; una scelta dettata da ragioni di opportunità oggettive, “da cui tanto abbiamo imparato e che ci hanno consentito di sviluppare procedure e metodi di gestione più utili e funzionali per mitigare il conflitto orso-uomo”.



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