Gli insetti da mangiare sono ricchi di antiossidanti

Gli insetti commestibili rappresentano una potenziale ricca fonte di antiossidanti, alcuni ne contengono più dell’olio d’oliva.

A dirlo è una ricerca tutta italiana realizzata dall’ Università di Teramo e pubblicata sulla rivista scientifica Frontiers in Nutrition and Sustainable diets. “Almeno 2 miliardi di persone, cioè un quarto della popolazione mondiale, mangiano regolarmente insetti – dice l’autore principale dello studio, Mauro Serafini, docente di nutrizione umana nell’ateneo abruzzese – gli insetti commestibili sono un’ottima fonte di proteine, acidi grassi polinsaturi, minerali, vitamine e fibre, ma fino ad ora nessuno li aveva confrontati in termini di attività antiossidante con cibi funzionali classici come l’olio d’oliva o il succo d’arancia”.

Estratti di cavallette, bachi da seta e grilli hanno mostrato i più alti valori di capacità antiossidante (anche cinque volte superiori a quelle del succo d’arancia fresco). Le cicale e i bachi da seta hanno mostrato, invece, due volte di più l’attività antiossidante dell’olio d’oliva. «Non è possibile però dire che siano ‘superfood’ perché lo studio è stato condotto in vitro e si tratta di una potenzialità del cibo – ha aggiunto – ora bisognerà, con nuove ricerche, capire l’effettiva biodisponibilità degli antiossidanti valutando cosa succede nell’organismo dopo averli mangiati».



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