Nasce la “fabbrica dell’aria” per il fresco naturale

Il condizionatore toglie l’afa ma contribuisce al riscaldamento globale Una startup fiorentina ha costruito un prototipo per raffreddare e depurare: solo con le piante.

Si chiama La Fabbrica dell’aria, è stato realizzato da PNat. Ed è un dispositivo che potenzialmente può rivoluzionare l’architettura di interni perché utilizza le semplici piante d’appartamento per filtrare, rinfrescare e umidificare l’aria. Progettata da Pnat sotto la direzione di Stefano Mancuso, professore ordinario presso l’Università di Firenze e direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, il sistema di depurazione indoor ed è stato realizzato all’interno dei locali di Manifattura Tabacchi a Firenze.

“Il sistema purifica 5mila metri cubi di aria all’ora, quindi mille per cinque metri di altezza. Cioè le dimensioni dell’open space in cui ci troviamo”, spiega Antonio Girardi di Pnat, lo spin off dell’Università di Firenze che ha realizzato questo progetto insieme al neurobiologo Stefano Mancuso. “Le piante trattengono nella propria biomassa gli inquinanti aerei e li filtrano in modo naturale grazie alle loro attività biologiche. Il che spiega come mai, all’interno della “serra” ci siano soprattutto specie a foglia larga (ficus, selci, banani): “l’effetto depurativo dipende dalla superficie fogliata”.

La “fabbrica dell’aria” oggi è un prototipo. Si trova a Firenze, nell’ex Manifattura Tabacchi, uno stabile industriale in disuso, tornato in vita grazie a Cassa Depositi e Prestiti. Un complesso enorme, su quattro piani, 16 edifici e 100.000 mq.




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