Delfini spiaggiati in Toscana, “Analisi mostrano anche presenza DDT e PCB”

Confermato il virus Cemv, il Mobillivirus dei cetacei, come causa dei decessi di delfini intensificatisi dall’inizio dell’estate nel mare della Toscana – a domenica scorsa 40 gli esamplari morti da inizio 2019 – ma le analisi hanno evidenziato anche la presenza di Ddt e Pct che potrebbero aver contribuito al diffondersi della malattia. E’ quanto rende noto la Regione Toscana a cui è stata trasmessa la relazione circa le analisi fisiche, batteriologiche ed ecotossicologiche sulle carcasse di delfino rinvenute lungo le coste toscane.

“Le analisi che la Regione ha commissionato a ben tre importanti istituti – spiega l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni – hanno confermato il CeMV come causa del picco nei decessi di delfini riscontrato da giugno nel Santuario dei cetacei. Il CeMv è patogeno solo per questi animali e quindi non rappresenta un pericolo per altre specie”.

“Siamo impotenti davanti a questo virus – continua l’assessore – ma potremmo fare molto circa un altro problema evidenziato dalle analisi di tessuti e degli organi prelevati durante gli esami autoptici dei delfini, infatti la nota dei tre istituti evidenzia livelli elevati di DDTs e PCBs, policlorobifenili organoclorurati di vecchia generazione utilizzati anche come insetticidi ed ancora presenti nel Mar Mediterraneo. Questi prodotti possono avere un effetto immunosoppressore e dunque possono aver contribuito al diffondersi della malattia ed ai suoi effetti.

Per questo faccio un appello al Governo perchè finalmente l’Italia aderisca alla Convenzione di Stoccolma del 2001, che mette al bando gli inquinanti organici persistenti. Il nostro è l’unico Paese europeo a non aver ancora sottoscritto quel patto di civiltà ed è giunto il momento di rimediare a questo errore”.




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