Demenza, maggiori rischi per chi soffre di ipertensione e ipotensione

Tenere sotto controllo la pressione ha dei benefici anche per la salute del cervello. La pratica, auspicabilmente quotidiana, è associata a un minor numero di cambiamenti avversi, il che potrebbe significare minori rischi di demenza e compromissione cognitiva.

Chi soffre di ipertensione e ha dei valori di pressione massima sotto i 120, un valore definito di controllo intensivo, ha infatti una piccola ma significativamente più bassa quantità di lesioni della sostanza bianca rispetto a chi invece raggiunge lo standard di 140 (seppur con una diminuzione leggermente maggiore del volume cerebrale) e queste lesioni è ben documentato che siano associate a una maggiore probabilità o intensità di declino cognitivo. Lo rileva una ricerca dell’Università del Texas di Austin, pubblicata sulla rivista Jama.

Per svolgere lo studio, il team di esperti ha analizzato un campione di 4.700 persone per 25 anni. In questo periodo hanno scoperto che chi soffre di ipertensione arteriosa sia durante la mezza età sia nel corso della vecchiaia ha il 49% in più di probabilità di sviluppare la demenza senile rispetto a chi gode di una migliore condizione di salute cardiovascolare. Inoltre, il rischio è ancora più alto per chi, dopo aver sofferto di ipertensione nella mezza età, ha problemi di pressione sanguigna bassa in tarda età.

Nel corso dello studio, i ricercatori hanno considerato come pressione alta qualsiasi misura superiore a 140/90 millimetri di mercurio (mmHg) e come pressione bassa ogni valore inferiore a 90/60 mmHg.

L’ipertensione può essere la conseguenza di uno stile di vita scorretto, contraddistinto da una cattiva alimentazione e da una quantità di esercizio fisico insufficiente. Inoltre, con l’avanzare dell’età, la pressione sistolica (o ‘massima’) aumenta, mentre la pressione diastolica (o ‘minima’) può diminuire a causa di cambiamenti strutturali nei vasi sanguigni. Per i ricercatori della Johns Hopkins University anche la demenza può determinare una riduzione della pressione arteriosa, in quanto può interrompere il sistema nervoso autonomo del cervello.



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