Listeriosi, primo caso fuori dalla spagna

L’epidemia di listeriosi, seppur contenuta in Spagna, è diventata un allarme internazionale nei giorni scorsi, con 532 contagi sospetti e due decessi. A provocare l’infezione sarebbero alcuni lotti di carne infetta del marchio Mechà, che ha una fabbrica proprio a Siviglia. Lì sarebbe esploso il primo focolaio.

E’ notizia di oggi che un britannico è stato contagiato in un viaggio in Andalusia. L’uomo ha trascorso alcuni giorni in ospedale e adesso è fuori pericolo e rientrato in patria. L’infezione è stata diagnosticata in Francia. A confermare il primo caso di listeriosi fuori dal territorio nazionale, è stato il Ministero della Salute spagnolo. Ma le autorità europee rassicurano che la situazione è sotto controllo.

La Commissione Europea è “a conoscenza del focolaio di listeria in Spagna, è in stretto contatto con le autorità spagnole e sta seguendo insieme a loro lo sviluppo della situazione”, secondo quanto riferisce un portavoce. La carne, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è stata venduta solo in territorio spagnolo. Il governo di Madrid è in costante comunicazione con l’OMS per tenere sotto controllo l’epidemia e mettere in allerta gli altri paesi. L’infezione da listeria, anche detta listeriosi, è una tossinfezione alimentare che prende il nome dal batterio che ne è la causa, il Listeria monocytogenes. Questo batterio si trova comunemente nel terreno e nell’acqua e può quindi facilmente contaminare ortaggi e verdure. Molti animali possono venire infettati dal batterio senza dimostrare sintomi apparenti. L’infezione può sopravvenire in seguito all’ingestione di cibi crudi, poco cotti o preparati con latte non pastorizzato.

La presenza del batterio può causare disturbi gastrointestinali e presentare complicazioni nei soggetti più a rischio, come bambini, anziani e soggetti immunodepressi. Dal momento che si tratta di un’infezione di origine batterica, il trattamento della listeria si basa su una terapia antibiotica (sia per gli adulti che per i bambini).La cura antibiotica somministrata precocemente a donne incinte può prevenire la trasmissione della malattia al feto.



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