Ustioni di secondo grado dopo una sauna vaginale, ginecologi preoccupati

Ustioni di secondo grado, la sauna vaginale non ha ottenuto il risultato desiderato. La sauna vaginale, trattamento di vapore ed erbe reso celebre dall’attrice Gwyneth Paltrow che ha lanciato una sorta di moda, poi ‘raccolta’ da altre dive di Hollywood, ha provocato una delle sue prime ‘vittime’. Una donna 62enne canadese ha infatti riportato ustioni di secondo grado nelle parti intime, e il caso ha attirato l’attenzione di ginecologi autori di un articolo pubblicato sul ‘Journal of Obstetrics and Gynaecology Canada’.

La donna era andata da un esperto di medicina tradizionale cinese per ridurre i dolori dovuti ad un prolasso genitale, per il quale si sarebbe dovuta operare qualche settimana dopo. Era quindi stata sottoposta al bagno di acqua bollente senza però che venissero in alcun modo rinfrescati i genitali. Risultato: ustioni di secondo grado al collo dell’utero e sulle pareti vaginali. Ma se questo è il primo caso di ustioni registrato, i medici sconsigliano fortemente questa pratica, tanto più alle donne che soffrono di prolasso genitale.

I promotori sostengono che la pratica abbia un lunghissimo elenco di benefici: oltre a purificare le parti intime, sarebbe in grado di stimolare la produzione di ormoni per mantenere la salute uterina, aiutare la sterilità, aumentare il desiderio sessuale, aiutare a ringiovanire e stimolare i tessuti vaginali, favorire la circolazione, a regolare il ciclo mestruale e ridurre la sindrome premestruale, oltre a ridurre lo stress. Risultati, però, tutti da dimostrare

Le saune vaginali (vaginal steam o yoni steam) sono usate da secoli nella cultura Maya dell’America Centrale così come in quella cinese per ‘purificare e rivitalizzare l’utero’, e per curare molteplici problemi come la dismenorrea (crampi mestruali di cui soffre l’84 % delle donne in età fertile), regolarizzare il flusso, aumentare la fertilità, trattare le infezioni croniche vaginali e la candida, migliorare i sintomi della menopausa, e… trattare cisti ovariche e fibromi.

Molti ginecologi però si oppongono con fermezza: non solo con scetticismo rispetto alle proprietà curative di disturbi più o meno gravi (il vapore di certo non può curare un fibroma, a maggior ragione perché  il vapore non può arrivare all’utero a meno che non sia spinto da una forte pressione, cosa pericolosa e comunque non prevista in questo trattamento), ma anche sostenendo che l’eccessivo calore potrebbe fortemente scompensare il delicato equilibrio batterico vaginale.



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