Allarme processionaria, ecco alcuni avvertimenti utili

Piccoli perché lunghi appena tre centimetri, ma pericolosi. Per le piante e per l’uomo, i bruchi da processione, meglio noti come processionarie, sono le larve di una falena grigia, ricoperti di peli urticanti che, separandosi facilmente dalla larva che li porta sul dorso, nel corso di un contatto o, più semplicemente, con l’azione del vento, possono provocare una reazione urticante data dal rilascio di istamina che può essere addirittura fatale in casi eccezionali.

Se in Italia questo tipo di falena e i suoi bruchi sono ormai diffusissimi, a causa dell’innalzamento delle temperature medie stanno coprendo areali sempre più ampi con la conseguenza che anche i casi di reazioni allergiche sono sempre più numerosi.

Nelle persone sensibili, il contatto provoca forti reazioni: attacchi di asma, febbre, sonnolenza e, nel peggiore dei casi, uno shock allergico. I peli possono attaccarsi a vestiti e scarpe, in modo che a volte possano causare reazioni successive e inaspettate, pure anni dopo poiché i peli dei bruchi mantengono i loro effetti tossici per oltre due anni. È necessario prestare particolare attenzione nelle piscine, nei parchi e ai margini dei boschi.

Ecco alcuni avvertimenti utili: non avvicinarsi e non sostare sotto piante infestate; non tentare con mezzi artigianali di distruggere i nidi, in quanto il primo effetto che si ottiene è quello di favorire la diffusione nell’ambiente dei peli urticanti; a fine inverno-inizio primavera, quando si possono osservare con particolare frequenza le processioni di larve lungo i tronchi o sul terreno, evitare di raccogliere i bruchi senza protezioni e con mezzi inadeguati (scope, rastrelli, ecc.); lavare abbondantemente frutti e prodotti di orti in prossimità di pinete infestate.

In caso di contatto con la pelle: a) lavare abbondantemente il corpo (capelli inclusi) con acqua e sapone; b) manipolare i vestiti con guanti e lavarli anch’essi avendo cura di utilizzare acqua a temperatura elevata; c) sulle parti che hanno toccato larve e nidi utilizzare eventualmente strisce di scotch come un mezzo depilante per asportare parte dei peli ancorati alla pelle; d) utilizzare sulle parti arrossate una pomata antistaminica per lenire il fastidio. Nell’eventualità di contatto con gli occhi, inalazione o ingestione dei peli urticanti è invece suggerito un immediato consulto clinico.

Infine, questo pericoloso lepidottero può essere combattuto utilizzando diversi metodi: innanzi tutto con trattamenti insetticidi diretti sulle larve all’aperto: il nido, infatti, neutralizza l’efficacia del trattamento. Per l’eliminazione delle larve morte, occorre comunque utilizzare la massima cautela; anche se il metodo migliore consiste certamente nel bruciarle, i residui carbonizzati risultano ugualmente urticanti, perciò è da evitare il rimanere sottovento o nelle vicinanze del falò, soprattutto con parti del corpo scoperte (compresi viso e occhi).



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