Bere troppe bibite potrebbe aumentare il rischio di morte

Il consumo di bibite, sia zuccherate sia con dolcificanti ipocalorici, potrebbe essere collegato a maggior rischio di morte. Secondo un nuovo studio pubblicato su JAMA Internal Medicine, anche le possibilità di morte tenderebbero ad aumentare per chi beve “due o più bicchieri al giorno” di bevande contenenti zuccheri, ma anche di quelle con dolcificanti ipocalorici, bibite analcoliche considerate sugar-free. I ricercatori sono giunti a tali conclusioni dopo aver analizzato per oltre 16 anni dati provenienti da 10 paesi europei, tra i quali l’Italia, relativi a oltre 450.000 persone.

Consumo di bibite e rischio di morte: l’associazione

Secondo Neil Murphy, ricercatore dell’International Agency for Research on Cancer (parte dell’Oms) e coautore del lavoro, si tratta del terzo ampio studio in un anno riguardante le bevande zuccherate o con dolcificanti artificiali che “segnala un’associazione con la mortalità per tutte le cause”. Nei 16 anni di durata dello studio sono stati registrati quasi 42.000 decessi sui circa 452.000 soggetti coinvolti, che per oltre il 70% erano di sesso femminile. Dopo aver analizzato i questionari dei partecipanti relativi ai consumi di bibite, è emerso che bere due o più bicchieri di bevande zuccherate al giorno incrementa il rischio di morte per malattie cardiovascolari, mentre con uno o più bicchieri quotidiani aumentano le possibilità di decesso per patologie dell’apparato digerente.

I meccanismi innescati da zucchero e dolcificanti

Considerando fattori quali l’indice di massa corporea, il fumo, la dieta e l’esercizio fisico, i ricercatori ritengono che chi consuma due bicchieri al giorno di bibite zuccherate ha un rischio di morte superiore del 17% rispetto a chi beve meno di un bicchiere al mese, una conclusione valida sia per le bibite zuccherate che per quelle dolcificate artificialmente, sebbene i meccanismi innescati dai due prodotti sembrino diversi. Le prime, oltre a contribuire a aumento di peso e obesità per via delle calorie, “alzano la glicemia che a sua volta porta a maggiori livelli di insulina, insulino-resistenza e infiammazione”, spiega Murphy. Più difficile invece comprendere i meccanismi dei prodotti contenenti dolcificanti artificiali, che secondo i ricercatori potrebbero comunque alzare i livelli di insulina e indurre l’iperglicemia, nonostante siano necessari ulteriori studi per verificarlo. A tal proposito, Assobibe sottolinea che “trattandosi di studio osservazionale, non è possibile stabilire un nesso causale tra consumo di soft drink e mortalità”.

Le bevande analcoliche sono attualmente considerate sicure dalle autorità di tutto il mondo e l’industria ha compiuto di recente molti sforzi per ridurre “calorie e zucchero”. Ciononostante, gli autori dello studio ritengono che, seppur basati sull’osservazione, i risultati possano servire a incoraggiare le persone a consumare meno bibite.



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