Clima, summit Onu dopo l’estate più calda del pianeta

Il Summit Onu sul clima arriva con l’autunno dopo un estate che si è classificata come la seconda più calda di sempre sul pianeta a livello climatologico facendo registrare una temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,93 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. È quanto emerge dalle elaborazioni Coldiretti che confermano le preoccupazioni dell’attività Greta Thunberg e di milioni di giovani in occasione dell’appuntamento sul clima delle Nazioni Unite, sulla base della banca dati del National Climatic Data Centre (Noaa) che rileva i dati dal 1880 dal quale emerge peraltro che la temperatura media estiva è stata quest’anno la piu’ elevate di sempre nell’emisfero nord del pianeta.

Lotta al cambiamento climatico e sostenibilità. E’ questo il tema centrale della 74/ma Assemblea generale delle Nazioni Unite. I lavori a New York si aprono ufficialmente martedì, come di consueto con il discorso del segretario generale Antonio Guterres, seguito dal presidente del Brasile Jair Messias Bolsonaro e da quello americano Donald Trump. Ma già da giorni il clima e’ al centro delle discussioni con il Youth Climate Summit a cui hanno partecipato giovani da tutto il mondo, inaugurato dall’attivista svedese Greta Thunberg e da Guterres, che del nuovo movimento di mobilitazione globale ha fatto una bandiera.

Oggi, invece, e’ in programma il Climate Action Summit, dove interverrà il premier Giuseppe Conte. Nel corso del vertice verranno presentate proposte e azioni concrete in nove coalizioni: l’Italia ha partecipato a quattro di queste, ma in particolare e’ stata in prima linea sin dall’inizio su quella riguardante la transizione energetica. Conte illustrerà l’agenda del governo, gli obiettivi nel medio e breve termine con cui l’Italia e’ in prima linea tra i paesi dell’Unione Europea sull’accordo di Parigi. E presenterà l’iniziativa su digitalizzazione ed efficienza energetica. Sempre lunedì, in concomitanza con il vertice sul clima, Trump ospiterà un evento al Palazzo di Vetro sulla libertà religiosa, e come fa sapere la Casa Bianca “inviterà la comunità internazionale a prendere misure concrete per prevenire gli attacchi contro le persone sulla base della loro religione o del loro credo”.

In Europa – precisa la Coldiretti – l’estate 2019 si classifica al quarto posto tra le più calde mai registrate con una anomalia di +1,78 gradi rispetto alla media di riferimento.

La tendenza al surriscaldamento – continua la Coldiretti – è evidente anche in Italia dove secondo gli esperti il maltempo di autunno è arrivato dopo che la colonnina di mercurio in estate dal punto di vista climatologico era stata superiore di 1,7 gradi alla media del periodo, collocandosi sul podio tra le più calde da almeno sessanta anni, al terzo posto dopo quelle del 2003 e del 2017. Per quanto riguarda le precipitazioni, quest’estate è caduta quasi un quarto di pioggia in meno della stagione: con un’anomalia del -23% di precipitazioni, ma si sono verificati un totale di ben 841 eventi estremi tra trombe d’aria, bombe d’acqua, grandinate e venti forte, quasi il doppio dello stesso periodo dell’anno precedente (+84%), secondo elaborazioni Coldiretti su dati Eswd.

Con quasi dieci eventi eccezionali al giorno lungo la Penisola – continua la Coldiretti – il cambiamento climatico si è fatto sentire su turismo e agricoltura con danni pesanti a macchia di leopardo alle coltivazioni per il maltempo mentre le alte temperature hanno favorito la diffusione della cimice asiatica un insetto alieno che in assenza di nemici naturali ha fatto strage soprattutto sulle piante da frutto.

Non si tratta di un caso isolato, la classifica degli anni interi più caldi lungo la Penisola negli ultimi due secoli si concentra infatti – spiega la Coldiretti – nell’ultimo periodo e comprende nell’ordine il 2018, il 2015, il 2014 e il 2003.

La tendenza alla tropicalizzazione in Italia – sottolinea la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. Il ripetersi di eventi estremi sono costati all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne. L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici ma è anche il settore più impegnato per contrastarli.



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