Climate Action Week, Marevivo: “Serve un accordo concreto che metta al centro gli oceani”

Marevivo condivide la posizione di Greta, la stessa che da trentacinque anni ci spinge a intraprendere azioni per proteggere l’ambiente. In occasione della Climate Action Week, fa appello alla comunità internazionale affinché mari e oceani vengano messi al centro delle azioni di contrasto ai cambiamenti climatici. Quando sono in buona salute, mari e oceani giocano un ruolo fondamentale nel regolare il clima del Pianeta. Il 98% dello spazio abitato dalla vita è mare.

L’oceano produce oltre il 60% dell’ossigeno che respiriamo, con una funzione paragonabile a quella delle foreste tropicali, e assorbe circa un terzo dell’anidride carbonica in eccesso immessa nell’atmosfera dalle attività antropiche. Queste ultime provocano l’aumento della temperatura del Pianeta, alterano gli habitat di moltissime specie vegetali ed animali, determinando così una drastica e veloce diminuzione di biodiversità. Tutto ciò è dovuto a inquinamento industriale, deforestazione, cementificazione delle coste, rilascio di sostanze inquinanti, perdita di suolo fertile, pesca eccessiva ed altri disastri ecologici. Per queste ragioni è fondamentale partire da soluzioni che puntino sull’oceano per salvare il pianeta dal riscaldamento globale.

Marevivo chiede ai governi di:

1. Rimuovere gli impatti che alterano gli ecosistemi marini come praterie di fanerogame, barriere coralline, mangrovieti ed altri ecosistemi marino-costieri, essenziali per la preservazione e il mantenimento della biodiversità

2. Investire sulla ricerca di energie rinnovabili che derivano dal mare (ovvero da onde, maree, correnti…) per contribuire alla riduzione di emissioni di CO2 a terra. Il riscaldamento globale costituisce l’impatto principale sugli ecosistemi marini. La transizione verso la decarbonizzazione è un obiettivo imprescindibile

3. Mantenere le popolazioni ittiche entro limiti biologicamente sicuri. Per fare questo è indispensabile impedire la pesca durante i periodi di riproduzione delle specie ittiche, affinché venga garantita la taglia di prima maturità sessuale

4. Eliminare la plastica dai processi produttivi e, nel frattempo, prevedere incentivi per la sperimentazione e l’installazione di sistemi di raccolta dei rifiuti trasportati dai fiumi per intercettarli prima che arrivino in mare, unitamente alla riduzione dei consumi e alla messa al bando di oggetti in plastica usa e getta

5. Ridurre l’inquinamento di qualsiasi tipo, incluso quello acustico provocato dal traffico marittimo e dalle attività estrattive. Infatti, le onde sonore emesse da queste azioni disturbano tutta la fauna marina e in particolar modo i mammiferi marini, compromettendone i meccanismi di comunicazione e orientamento e causandone a volte lo spiaggiamento

L’associazione chiede che queste misure vengano adottate anche in accordo con la Marine Strategy Framework Directive (2008/56/EC), che prevede il raggiungimento del buono stato ambientale (GES) e dei target ambientali previsti dalla Direttiva stessa.

«Come dice Anderson, vincere lentamente è come perdere. Non abbiamo più tempo», afferma la presidente di Marevivo Rosalba Giugni. «“Madre Mare” chiede alle donne e agli uomini azioni immediate e concrete per arginare il disastro che si sta verificando nell’immensità del suo liquido amniotico, fonte di vita e benessere per tutti gli abitanti della Terra.»

Venerdì Marevivo scenderà in piazza supportando le richieste delle nuove generazioni per il Terzo Sciopero Globale per il Clima. Il 27 Settembre ci sarà l’evento culmine della Climate Action Week e in tutto il mondo ci si mobiliterà per il #ClimateStrike. Anche le associazioni devono far sentire la propria voce.



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