Dieta Morbo di crohn, ecco l’alimentazione corretta da seguire

La dieta per il morbo di Crohn non costituisce una cura, bensì un metodo di prevenzione o riduzione dell’ intensità della una malattia. La dieta comune da adottare in caso di morbo di Crohn non richiede accorgimenti particolarmente difficili da rispettare.

Per prima cosa, è indispensabile chiarire in che modo lavorare gli alimenti.

I sistemi più corretti sono: bollitura, cottura a vapore, cottura a pressione, cottura sottovuoto, cottura a bassa temperatura e vasocottura. Da eliminare totalmente: frittura, griglia e piastra. Da moderare: stufatura e brasatura, salto in padella (salvo utilizzo di carta da forno), arrosto al forno (salvo utilizzo di sacchetto). In questo modo è possibile evitare sia l’esubero di grassi, sia l’introduzione di cataboliti tossici.

Anche nel corso della fase asintomatica, il morbo di Crohn necessita alcune piccole attenzioni. Se responsabili di reazioni avverse, meglio escludere il latte ed i latticini, ovvero gli alimenti che contengono quantità rilevanti di lattosio.

Limitare o azzerare l’impiego di zucchero e sale da tavola, spezie urticanti, bevande alcoliche e alimenti o bevande che contengono stimolanti.

Potendo scegliere, meglio orientarsi su prodotti con una buona tracciabilità e che garantiscono l’assenza di inquinanti, contaminanti e residui farmacologici; lo stesso vale per gli additivi, in particolare quelli contenenti tracce di titanio. Molti si orientano sul “Biologico” ma anche altri disciplinari, se rispettati appieno, possono essere adeguati; si consigliano gli alimenti di origine italiana o europea. Meglio limitare i funghi per le motivazioni già esposte.

L’energia e la ripartizione nutrizionale sono quelle classiche, come la suddivisione delle calorie nei vari pasti. Ciò che non deve mai mancare nella dieta per il morbo di Crohn è una buona dose di molecole prebiotiche, necessarie al trofismo della flora batterica intestinale. Tra queste, spiccano diverse tipologie di glucidi e di fibre solubili; al contrario, meglio fare attenzione a quelle insolubili (crusca, buccia dei legumi, della frutta e degli ortaggi ecc) che, per effetto collaterale, possono incrementare il rischio di diarrea, meteorismo e dolori addominali.

Lo stesso vale per gli acidi grassi essenziali omega 3 (per la loro capacità antinfiammatoria) e per gli antiossidanti naturali (utilissimi nella lotta ai radicali liberi, all’infiammazione ed alla trasformazione neoplastica).



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