Fridays for future, lo sciopero per il clima in più di 150 città italiane

È la terza volta che il movimento “Fridays for Future”, ispirato da Greta Thunberg, organizza uno sciopero globale contro la crisi climatica. Sono previsti cortei in mattinata, in genere dalle 10 alle 13, nel centro delle città, con un comizio collettivo finale, nel quale parleranno gli attivisti di 173 gruppi locali.

“Cambiate il sistema, non il clima”, uno degli slogan che sintetizza l’approccio delle nuove generazioni al tema che sempre di più interroga governi e agenzie internazionali. In più di 150 città d’Italia oggi studenti e studentesse in piazza per il terzo sciopero globale per il clima di Fridays for Future Italia con l’adesione di Unione degli Studenti, Link – Coordinamento Universitario e Rete della Conoscenza.

”L’Assemblea delle Nazioni Unite é stata un fallimento – sottolinea Giacomo Cossu, coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza – i potenti del pianeta non hanno intenzione di cambiare rotta per salvare il nostro futuro.

Noi giovani continueremo a ribellarci contro questa classe politica, seguendo l’esempio di Greta e chiedendo che la giustizia climatica sia finanziata da chi si è arricchito con il modello economico insostenibile. Le multinazionali e i ricchi del pianeta devono contribuire alla riconversione ecologica più di tutti. Eppure il governo italiano si limita alla retorica, mentre secondo le bozze di decreto Clima intende dare sussidi ambientali dannosi fino al 2040, una scelta inaccettabile”.

”Serve un cambio di rotta immediato che finanzi istruzione e ricerca per un altro modello di sviluppo sostenibile, per questo in più di 150 piazze del Paese siamo in corteo con Fridays for Future Italia per il terzo global strike al grido Change the School to Change the System”, esordisce Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti. Per Camilla Guarino di Link Coordinamento Universitario “la conoscenza è fondamentale per cambiare il nostro modello economico e sociale insostenibile. Le università, attraverso la ricerca e il sapere scientifico, devono avere un ruolo centrale nell’indicare alla politica quali strade percorrere”.

E per rispondere a questa mobilitazione, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa (M5S) ha annunciato che il governo presenterà il suo decreto ambiente il 3 ottobre. Sarà un decreto legge, cioè un provvedimento urgente, e non un semplice disegno di legge. Perché, ha spiegato Costa «se c’è un’emergenza climatica, c’è anche un’emergenza legislativa». Il primo Global Strike sul clima è stato il 15 marzo, il secondo il 24 maggio. Ma stavolta, il movimento ha fatto le cose in grande. Ha indetto una settimana intera di manifestazioni, dal 20 settembre al 27, la #WeekForFuture.

Venerdì scorso si è cominciato con cortei e presidi in 130 Paesi e quattro milioni di persone in piazza (secondo gli organizzatori). Per il resto della settimana, ci sono stati eventi di tutti i tipi: convegni, concerti, pulizie di spazi pubblici, sit-in, performance.



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