Global Climate Strike: lo sciopero globale è iniziato, migliaia in piazza

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Migliaia di studenti sono scesi in strada in Australia, Thailandia, Indonesia ed India, dando inizio allo ‘sciopero globale’, in vista del summit Onu sul clima, in programma da lunedì a New York.

Manifestazioni e cortei sono in programma a breve in Giappone, Filippine e Birmania: saranno 150 i Paesi coinvolti in tutto il mondo. Il clou è previsto proprio a New York, dove Greta Thunberg guiderà le manifestazioni: a oltre un milione di studenti è stata garantita la ‘giustificazione’ dalle autorità, potranno saltare scuola senza penalizzazioni.

Cortei di protesta attraverserano le città di tutto il mondo. Più di 150 Paesi in cinque continenti hanno registrato una manifestazione sul sito di GlobalClimateStrike. Dall’Italia al momento si sono registrate ufficialmente sette manifestazioni (Napoli, Bologna e Bari per il 27 settembre, Varano (AN), Tuoro sul Trasimeno, Villacidro e Pesaro il 20), ma le scuole sono appena iniziate e nei prossimi giorni si attendono nuove adesioni. Nelle ultime occasioni tutti i capoluoghi di Regione italiana hanno visto cortei sfilare per le città.

Le giornate di manifestazione sono il risultato dell’impegno degli studenti che da un anno organizzano localmente, con cadenza più o meno frequente, gli scioperi del venerdì – i Fridays for Future – iniziati da Greta Thunberg nell’agosto del 2018, quando anziché andare a scuola si sedette fuori dal Parlamento svedese con un cartello di protesta per l’inefficienza delle politiche per l’ambiente. I protagonisti saranno quindi di nuovo gli studenti, dalle elementari alle secondarie superiori, cui si sono aggiunte nel tempo anche molte ong e aziende sensibili al tema. Più di altre volte, però – le manifestazioni non sono mai state chiuse agli adulti, anzi – per il 20 e il 27 settembre tutti gli adulti, e soprattutto chi lavora, è invitato a unirsi ai colorati cortei per le strade della propria città. L’obiettivo è non solo farsi sentire ma interrompere anche il tran tran quotidiano tramite l’astensione dei lavoratori. Lasciare un segno più tangibile delle altre volte anche tra i genitori, insomma.

Quel che i manifestanti chiederanno tramite slogan, cartelli e striscioni è quel che chiedono da più di un anno, e cioè che i governi nazionali e le organizzazioni internazionali pongano al primo posto in agenda il riscaldamento globale e attuino le misure necessarie a ridurne l’impatto sulla popolazione e sugli ecosistemi. L’elenco delle azioni da intraprendere per evitare il disastro è lungo, ma riconducibile a uno degli slogan più ricorrenti e presente anche nel manifesto di queste due giornate: ‘porre fine all’era dei combustibili fossili’, i principali responsabili dell’immissione di CO2 in atmosfera e del conseguente ‘effetto serra’.

 Sciopero digitale. Non tutti potranno partecipare scendendo in strada e interrompendo la propria attività, alcuni proprio non possono assentarsi dal posto di lavoro. Gli organizzatori ne sono consapevoli e hanno predisposto una modalità di partecipazione digitale che permetta a tutti di far sentire la propria presenza. Si può manifestare già in anticipo, aggiungendo un banner al proprio sito, o adottando uno degli stickers Global Climate Strike alla propria foto sui social network (dettagli per il codice da utilizzare e materiale grafico è abbondantemente reperibile sul sito dell’organizzazione). Tante anche le indicazioni e il materiale messo a disposizione e da condividere sulle piattaforma social tra il 20 e il 27 di settembre.  L’hashtag sotto cui tutto questo viaggerà su Twitter, Instagram e Facebook è, ovviamente, #ClimateStrike.