Sindrome dell’occhio secco, una malattia in forte crescita

La sindrome dell’occhio secco è una patologia determinata dalla disidratazione cronica della congiuntiva e della cornea, che ne provoca l’irritazione. È dovuta principalmente ad una riduzione quantitativa o ad un’alterazione qualitativa del film lacrimale, che ricopre l’occhio e, di norma, lo lubrifica e lo protegge.

La scarsa produzione o l’eccessiva evaporazione delle lacrime può rappresentare la complicanza di blefariti, congiuntiviti (incluse le forme allergiche) e altre malattie infiammatorie dell’occhio.

La sindrome dell’occhio secco colpisce fino a una persona su tre, secondo alcune stime e i piu’ forti indiziati sono l’aria condizionata e gli schermi di tablet, pc e smatphone e la sua incidenza e’ in crescita. Le maggiori vittime sono le donne durante la menopausa.

Una recente indagine telefonica parla di difficolta’ dei pazienti a trovare una risposta soddisfacente Spiega Pasquale Aragona, docente di Oftalmologia presso l’Università di Messina che ognuno dei sintomi puo’ limitare notevolmente la vita quotidiana di chi ne soffre e la situazione puo’ degenerare nei pazienti anche ansia e depressione, come emerso in alcuni studi internazionali.

La chiave e’ nella sensibilizzazione dei pazienti che devono diventare sempre più attenti e consapevoli. Anche nel caso dell’occhio secco come per molte altre malattie croniche si possono verificare difficoltà di aderenza alla terapia, spiega Pierangela Rubino, dirigente medico specialista in oculistica presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma.

Sindrome dell’ Occhio secco, sintomi più comuni

I sintomi più comuni dovuti alla sindrome da occhio secco sono prurito, bruciore, irritazione e fastidio alla luce (fotofobia). Inoltre, possono manifestarsi una sensazione di corpo estraneo che tira e gratta all’interno dell’occhio, offuscamento della vista, difficoltà nell’apertura della palpebra al risveglio, dolore ed iperemia oculare (occhi rossi). Possono anche comparire stanchezza o affaticamento degli occhi e, in alcuni pazienti, si osserva la comparsa di muco all’interno o attorno l’occhio. Tutti questi disturbi aumentano in seguito a prolungati sforzi visivi o in particolari condizioni ambientali, come l’esposizione al vento o al caldo o la permanenza in ambienti polverosi, fumosi, con aria condizionata o riscaldamento.

Nei casi più gravi, l’occhio è esposto ad un maggior attrito dovuto al movimento palpebrale e ad un maggior rischio di infezioni. Inoltre, può degenerare fino alla comparsa di lesioni alle strutture esterne dell’occhio: cicatrizzazione, neovascolarizzazione, infezioni e ulcerazione.

Proprio per tutti questi motivi arriva un’App che collega medico e paziente: gratuita e disponibile per Ios e Android, ed è promossa dal Registro Italiano dei pazienti con Disfunzione Lacrimale, con il contributo di Thea Farma. “L’obiettivo dell’applicazione è accompagnare il paziente nella gestione della malattia dell’occhio secco in modo più continuativo ed efficace” spiega Maurizio Rolando, presidente del Registro Italiano dei pazienti con Disfunzione Lacrimale e Professore di Oftalmologia presso IsPre Oftalmica di Genova. “Durante la visita – spiega Rolando – il medico può fornire al paziente un link dal quale scaricare la app. Questa manderà in tempi stabiliti delle notifiche al paziente, chiedendogli di segnalare in modo molto semplice come sta.

Basterà toccare un pulsante costituito da un simbolo tipo smile, scegliendo l’alternativa che più rappresenta le sue condizioni al momento, sia per quanto riguarda la frequenza, che l’entità del disturbo. E segnalare se i sintomi sono cambiati in meglio o in peggio e se sta utilizzando costantemente la terapia prescritta o se ha cambiato il farmaco e la posologia”.


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