Alluce valgo: La tecnica percutanea è di pochi minuti

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E’ possibile curare l’alluce valgo senza sottoporre il paziente ad interventi invasivi? Il Dott. Nicola Del Bianco, Medico Chirurgo specialista in Ortopedia, Traumatologia e Chirurgia del Piede, adotta un’innovativa tecnica – percutanea metodo PBS -, per risolvere la deviazione della prima articolazione metatarso-falangea, comunemente chiamata “alluce valgo”. Si tratta di un’operazione di pochi minuti non invasiva, tanto da permettere al paziente di ricominciare a camminare il giorno stesso.

A raccontare i dettagli della tecnica percutanea, il Dott. Nicola Del Bianco: “Questo metodo, si differenzia dalle tecniche tradizionali per la mancanza di mezzi di sintesi come ferri, viti o chiodi, per l’utilizzo di una anestesia locoregionale (o periferica) e per la mancanza di cicatrici cutanee e l’immediata deambulazione. Con questa procedura la correzione delle deformità avviene tramite fratture geometriche biologiche (ad incastro naturale) mediante l’uso di un apposito strumentario molto simile a quello usato in odontoiatria: attraverso dei piccoli fori nella cute, da qui il nome percutanea, si effettuano resezioni scheletriche ed osteotomie di riallineamento direttamente sull’osso, guidati da immagini radioscopiche generate da un apparecchio di brillanza.”

Non è solo una questione estetica, l’alluce valgo è una vera e propria patologia che colpisce milioni di italiani, con incidenza del 90% sul sesso femminile con età media di 60 anni. Nell’80% dei casi inoltre, questo tipo di patologie è generalmente ereditario ma può comparire anche nel corso degli anni in coincidenza ad esempio della gravidanza, a causa dell’aumento del carico di peso sui metatarsi o della menopausa o ancora per via dell’utilizzo prolungato di errate calzature come tacchi e scarpe antinfortunistiche.

I vantaggi di questo metodo, sempre più scelto dai pazienti, sono molteplici: assenza di dolore post-operatorio, utilizzo di anestesia locale, mancanza di cicatrici chirurgiche, procedura ambulatoriale senza bisogni di ricovero post-operatorio, rapido recupero della deambulazione e minori possibilità di complicazioni rispetto alla chirurgia tradizionale.

Spesso, i tempi molto lunghi della convalescenza post operatoria, dissuadono il potenziale paziente dall’affrontare l’intervento di correzione dell’alluce valgo. In questo caso invece, la durata dell’intervento è di pochi minuti, al termine si pratica un bendaggio funzionale e si permette al paziente di deambulare con un’apposita calzatura post-operatoria. Dopo un paio di settimane si alleggerisce il bendaggio e si indossa una calzatura comoda.

“Consiglio sempre ai miei pazienti di operare un piede alla volta, partendo da quello che fa più male e che comporta una maggiore limitazione dell’autonomia nelle attività quotidiane, che non sempre corrisponde al piede con il valgismo più pronunciato.” conclude il Dott. Del Bianco.