Arriva sul Tevere la barriera ‘acchiappaplastica’

Marevivo parte della sperimentazione della barriera antiplastica sul fiume Tevere inaugurata oggi a Fiumicino dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

“Il primo progetto di questo tipo partì nel 1988 sul fiume Sarno – dichiara Carmen Di Penta, Direttore Generale di Marevivo – . Fu un grande successo ma l’installazione durò un tempo troppo breve per vederne i risultati. Nel 1992 invece riuscimmo ad installare, per alcuni giorni, delle panne per bloccare e raccogliere le tonnellate di detriti che navigavano nelle acque del fiume di Roma. Già allora sul fiume scorreva di tutto, dalla plastica ai frigoriferi e materassi. Ci auguriamo che questa barriera possa durare più a lungo per valutarne l’efficacia. Serve la collaborazione di tutti, in particolare dei cittadini che dovranno essere protagonisti evitando l’abbandono dei rifiuti lungo gli argini del fiume”.

“Il fiume salva il mare”, è questo il messaggio – continua Carmen Di Penta – che Marevivo lanciò, ad aprile 2018, in occasione dell’incontro organizzato alla sua sede galleggiante sul Tevere per chiedere l’installazione della barriera. Oggi finalmente il progetto è partito e la Regione Lazio ha investito per liberare dalla plastica il fiume della città di Roma, quello più conosciuto al mondo».

#RisparmiamoPlasticaAlmare

Ad ottobre 2017 per il Summit mondiale dei fiumi, organizzato dal Ministero dell’Ambiente a Roma in Campidoglio, Marevivo ha lanciato la campagna #RisparmiamoPlasticaAlmare per sollecitare le Istituzioni ad intervenire, prevedendo sistemi di raccolta dei rifiuti alla foce dei fiumi. L’80% della plastica che inquina i nostri mari, infatti, arriva dall’entroterra.

Bisogna intercettare i rifiuti alla foce dei fiumi per evitare che arrivino in mare. I fiumi rappresentano le grandi arterie del pianeta che in passato rendevano possibile la vita e oggi invece si sono trasformati in nastri trasportatori di rifiuti di ogni genere, che raccolgono nel loro tragitto, e che inesorabilmente riversano in mare. La plastica in superficie rappresenta solo il 15%, il resto è disperso nei fondali ed è più difficile da recuperare. Per mitigare l’inquinamento la prima azione concreta è quella di posizionare sistemi di raccolta dei rifiuti alla foce di tutti i corsi d’acqua.


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