Avere una dentatura sana è il segreto per un cuore in salute

Avere una dentatura sana è il segreto per un cuore in salute. Secondo una ricerca condotta presso l’Università Islamica Imam Muhammad bin Sa’udu,  coloro che hanno perso uno o più denti per cause non traumatiche sono soggetti a un rischio maggiore di sviluppare malattie cardiovascolari negli anni a venire, rispetto a chi sfoggia un sorriso a 32 denti.

Recenti studi hanno collegato la salute cardiovascolare alla parodontite, malattia che se non trattata porta alla perdita di uno o più denti e che è caratterizzata da stato infiammatorio del cavo orale, che si riverbera anche al resto del corpo. La parodontite, sottolinea in un’intervista all’ANSA Cristiano Tomasi dell’Università di Göteborg, è la prima causa di perdita di denti dopo i 30 anni.

In questo studio sono state coinvolte in tutto 316.588 persone di età compresa tra 40 e 79 anni. L’8% del campione risultava senza denti e il 13% con malattie cardiovascolari. È emerso che solo il 7% del campione soffriva di malattie cardiovascolari pur non avendo denti mancanti. Anche quando si è andati a valutare la perdita solo parziale di denti (da uno a sei in meno) è risultata una forte associazione con le malattie cardiovascolari.

“I nostri risultati confermano la tesi di una associazione tra salute della bocca e salute cardiovascolare” – ha dichiarato Hamad Mohammed Qabha, autore principale dello studio. “Se i denti di un individuo cadono – afferma – devono esserci altri sottostanti problemi di salute. I clinici dovrebbero raccomandare che le persone sopra i 40 anni ricevano adeguate cure odontoiatriche per prevenire le malattie che portano a perdita di denti e quindi potenzialmente prevenire future malattie cardiovascolari”, conclude.

Questo studio, commenta Tomasi della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), rappresenta l’ulteriore conferma di una correlazione tra patologie orali che portano alla perdita di denti (in primis la parodontite) e le patologie cardiovascolari. “È un segnale positivo – sottolinea l’esperto – che anche gli specialisti in cardiologia si stiano rendendo conto che la salute del cavo orale è un fattore essenziale nella prevenzione delle patologie cardiovascolari. Non possiamo fare altro che sperare che questo porti a future collaborazioni tra queste branche della medicina”, conclude.


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