Avviata istruttoria sul farmaco di Leadiant per la cura della xantomatosi

L’AGCM apre l’investigazione sul caso CDCA Leadiant, farmaco per la cura della xantomatosi cerebrotendinea, una rarissima malattia metabolica cronica, per cui il farmaco è indispensabile, salvavita, senza sostituti.

CDCA Leadiant è un farmaco a base di acido chenodesossicolico: non si tratta di un farmaco nuovo o innovativo ma anzi è un vecchio farmaco, in commercio fin dagli anni ‘70 in varie formulazioni indicate formalmente per la cura dei calcoli biliari. Ma i medici l’hanno sempre usato con profitto (off-label) anche per la cura della rarissima xantomatosi cerebrotendinea. Una cura economica e molto utile per i pazienti.

Nel tempo, però, i vari produttori hanno smesso di commercializzarla, lasciando Leadiant (ex-Sigma-tau) unica azienda sul mercato. E dopo aver ottenuto la denominazione come farmaco orfano (cioè, farmaci per malattie rare) e l’approvazione per il trattamento della xantomatosi, Leadiant ha gonfiato il prezzo di 500 volte.

Secondo i calcoli di Altroconsumo, Leadiant ha acquistato i dati clinici da due ospedali pubblici (uno olandese e uno italiano) per circa 616.000 euro. Questo importo totale è considerabile come l’unico esborso sostenuto per la parte di “sviluppo clinico”. Oggi il CDCA Leadiant costa circa 17.000 euro a confezione, quasi 190.000 euro all’anno per paziente (si conta che in Italia ci siano una trentina di pazienti).

Se si vogliono curare i pazienti, però, non si può fare altro che acquistare il farmaco Leadiant perché la formulazione galenica da parte dell’ospedale non è possibile, visto che la materia prima di buona qualità non gli viene più fornita.

Siamo orgogliosi che la nostra segnalazione sia stata di impulso all’apertura dell’istruttoria e speriamo che al più presto il procedimento sia chiuso con la condanna di Leadiant e che si arrivi ad una riduzione del prezzo del farmaco, oggi ingiustificato. – dichiara Ivo Tarantino, responsabile Relazioni esterne Altroconsumo – Abbiamo più volte sottolineato quanto il livello dei prezzi nel farmaceutico sia diventato insostenibile, a maggior ragione in questo caso in cui l’azienda non ha sostenuto particolari costi di sviluppo, essendo il farmaco già in uso da tempo.”.

L’iniquità del prezzo è dimostrata anche dal confronto con i prezzi al pubblico delle specialità medicinali disponibili in Italia e all’estero aumentato 500 volte rispetto a circa 5-10 anni fa e 100 volte più costoso del galenico in Belgio.

Denunciare all’Autorità garante della concorrenza e del mercato potenziali situazioni di abuso di posizione dominante, dimostrando l’iniquità del prezzo praticato, è lo scopo di un progetto che Altroconsumo e Test-Achats (organizzazione dei consumatori belga) stanno portando avanti con il supporto di Open Society Foundations.


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