Batterio New Delhi: In Toscana isolato in 119 persone, sintomi e come si può trasmettere

Salgono a 119 le persone in Toscana nel cui sangue è stato ritrovato il batterio New Delhi. L’aggiornamento sui numeri arriva come ogni settimana dall’Agenzia regionale della Sanità. La Klebsiella è un batterio che vive comunemente nell’intestino dell’uomo ed è un cosiddetto patogeno opportunista, cioè un microrganismo che non infetta a meno che non siano presenti condizioni particolari, come un abbassamento delle difese immunitarie. Non devono essere messe in atto strategie specifiche per la prevenzione dello sviluppo dei batteri se non le comuni regole igieniche della vita quotidiana e l’uso corretto degli antibiotici.

Riguardo alla mortalita’, Ars spiega che “i casi sono risultati letali nel 34% dei pazienti con sepsi (non necessariamente si tratta di decessi dovuti all’infezione specifica), percentuale paragonabile alla letalita’ per questa condizione causata da altri batteri resistenti agli antibiotici carbapenemici”. La settimana scorsa, il 2 ottobre, il batterio Ndm risultava essere stato isolato nel sangue di 109 pazienti mentre i casi erano risultati letali nel 35%.

Batterio New Delhi: cos’è, i sintomi e come si può trasmettere.

Fino a poco tempo fa in Italia la presenza del batterio New Delhi (in gergo medico NDM) era stata riportata solo in casi isolati e sporadici. NDM, come riporta l’Agenzia Regionale di Sanità della Toscana, è l’acronimo di ‘New Delhi Metallo beta-lactamase’, ovvero un enzima prodotto da alcuni particolari batteri presenti nell’intestino, i quali hanno la potenzialità di annullare l’effetto di numerose tipologie di antibiotici. Si tratta dunque di un recente meccanismo di antibiotico-resistenza, sviluppato da batteri normalmente presenti nella flora intestinale umana che possono diventare virulenti in seguito all’esposizione prolungata a determinati antibiotici. La capacità di resistere agli antibiotici rende così pericolosi questi batteri, soprattutto in pazienti già colpiti da gravi patologie o immunodepressi.

Come si diffonde. Un approfondimento al tema lo ha dedicato la rivista britannica ‘Medical News Today’ secondo cui non tutti i soggetti che entrano in contatto con batteri resistenti ne diventano poi portatori e solo una bassa percentuale dei soggetti portatori potrà contrarre poi un’infezione. NDM ha poi un alto rischio di diffusione tra le strutture sanitarie e la presenza di un focolaio in una zona altamente turistica, come può essere la Toscana, può anche portare ad un elevato rischio di trasmissione. Anche l’ARS della Toscana scrive che la diffusione dei batteri NDM ha riguardato numerosi ospedali, nella maggior parte dei casi si è trattato di colonizzazioni, ma si sono verificati anche casi di infezioni gravi in pazienti già compromessi. Secondo gli esperti questi batteri, che normalmente fanno parte della flora intestinale umana, possono trasmettersi per contatto. La mancata osservanza di corrette pratiche di igiene, come la detersione delle mani da parte degli operatori sanitari negli ambienti ospedalieri, può anche essere un’altra causa di trasmissione del batterio.

Sintomi. Di solito l’infezione da NDM si manifesta come tante altre altre infezioni sistemiche. I principali sintomi dell’infezione sono la febbre, l’infezione del tratto urinario, eruzione cutanee improvvise, dolori al torace, polmonite, problemi neurologici e in determinati casi anche disturbi gastrici e artriti.

 



Altre Notizie