Dieta low carb, ecco perchè mangiare la pasta fa bene

La pasta è un punto fermo sulla tavola degli italiani: 9 italiani su 10 (88%) mangiano spaghetti&co. regolarmente, e 1 su 3 (36%) la porta in tavola tutti i giorni. Mentre cresce il suo successo globale al punto che nel mondo in 10 anni il consumo è quasi raddoppiato, da quasi 9 a 15 milioni di tonnellate.

La metà delle calorie dai carboidrati. Le linee guida internazionali sono chiare: circa la metà dell’energia di cui abbiamo bisogno quotidianamente dovrebbe derivare dai carboidrati. Via libera dunque a una o due (se non si consuma pane) porzioni di pasta al giorno: l’una da 80 grammi, come indicato nelle linee guida della Società Italiana di Nutrizione Umana.

La pasta è ricca di carboidrati complessi, ovvero amidi e fibre, che sono quelli che dovrebbero essere prevalenti, rispetto agli zuccheri semplici come il saccarosio, il fruttosio o il lattosio. L’amido è formato da tante unità dello zucchero glucosio, combinate in strutture diverse a seconda del vegetale da cui deriva, ed è il nostro carburante per eccellenza che ci permette di affrontare le diverse attività di una giornata: studiare, leggere, camminare, svolgere le pulizie domestiche o un’attività sportiva. La pasta però non basta da sola per essere considerata un piatto bilanciato, che deve prevedere l’abbinamento a un volume circa equivalente di legumi o pesce e a uno doppio di verdure. Per tutta una serie di ragioni, sarebbe preferibile puntare sulla pasta integrale. Il consiglio è valido sopratutto per i diabetici, alcuni dei quali ancora oggi pensano di dover per sempre rinunciare a un buon piatto di spaghetti, una volta ricevuta la diagnosi.

Il ruolo dei carboidrati nella dieta. I carboidrati devono rappresentare la nostra principale fonte di energia. Le linee guida della Società Italiana di Nutrizione Umana dicono che in un’alimentazione equilibrata, il 45-60 per cento delle calorie giornaliere dovrebbe provenire dai carboidrati, dei quali solo il 10-15 per cento costituiti da carboidrati semplici o zuccheri.

I carboidrati complessi, detti anche polisaccaridi, sono costituiti da molte molecole di zucchero legate tra loro. Il più importante carboidrato complesso con funzione nutrizionale è l’amido, di cui sono ricchi i cereali, le patate e i legumi. È composto da molte molecole di glucosio legate tra loro che, durante la digestione, vengono separate per potere essere assimilate: l’amido fornisce perciò energia a lento rilascio.

Gli zuccheri semplici invece vengono assorbiti rapidamente. Consumare contemporaneamente carboidrati complessi e semplici permette un rifornimento di energia costante e prolungato nel tempo. Si evitano così sbalzi nei livelli di zucchero nel sangue (glicemia). Bisogna ridurre il più possibile il consumo di dolci e bevande zuccherate che hanno scarso valore nutrizionale e aumentano le calorie assunte e di conseguenza il rischio di diventare obesi.


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