È ora il tempo del Green New Deal: le proposte di Legambiente al Premier Conte

Spostare la fiscalità sulle fonti fossili, far pagare le rendite a danno dell’ambiente, spingere sempre di più economia circolare e fonti rinnovabili, disegnare misure ambientali che favoriscano i più vulnerabili, partire dalla chiave ambientale per aggredire le disuguaglianze.

Già nel 2020 lo Stato potrebbe recuperare oltre un miliardo di euro e avviare una riforma della fiscalità per arrivare a muovere 50 miliardi di investimenti europei e nazionali al 2030.

Legambiente: “Le risorse per mettere in campo una ambiziosa politica ambientale esistono già nel bilancio dello Stato. Servono politiche e investimenti green ambiziosi per innescare la transizione ambientale e sociale di cui c’è bisogno ”

“Caro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per dar avvio ad un efficace Green New Deal e accelerare nel Paese la transizione ecologica, energetica e sociale non basta un decreto clima. Servono subito scelte in discontinuità, nuovi investimenti e politiche di lungo periodo capaci di guidare la transizione nei diversi settori produttivi e nei territori. La manovra finanziaria rappresenta il banco di prova per dare gambe a questa svolta green e rilanciare l’economia e i territori, aggredire le disuguaglianze e aumentare la giustizia sociale. In che modo? Intervenendo in tre ambiti fondamentali: spostando la fiscalità sulle fonti fossili, riformando le concessioni sui beni comuni e ambientali e investendo sempre di più su economia circolare e fonti rinnovabili. Le risorse per mettere in campo una ambiziosa politica ambientale esistono già nel bilancio dello Stato, a partire dagli oltre 19 miliardi di sussidi ambientalmente dannosi che riguardano settori strategici come trasporti, industria, agricoltura, usi civili e che devono trasformarsi in investimenti in innovazione ambientale a vantaggio delle imprese e delle famiglie e delle fasce più vulnerabili della popolazione”.

Sono queste in sintesi le proposte green alla finanziaria 2020 che Legambiente, in collaborazione con il Forum Disuguaglianze e Diversità, di cui è una delle otto organizzazioni promotrici, ha presentato oggi a Roma alla presenza di diversi rappresentati politici e istituzionali tra cui il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, Antonio Misiani Vice Ministro dell’Economia, Rossella Muroni Commissione Ambiente Camera, Capogruppo LEU, Gianni Girotto Presidente Commissione Industria del Senato, M5S, Gian Paolo Manzella Sottosegretario, Ministero dello Sviluppo Economico, Francesco Venturini, AD Enel X, Enrico Giovannini Portavoce Asvis, Luca Bianchi Direttore Svimez.

Proposte che l’associazione ambientalista ed il Forum  hanno rilanciato – con un appello chiaro e deciso – al Presidente del Consiglio Conte chiedendo al Premier e al suo Esecutivo di passare dalle parole ai fatti con un coraggio che è mancato nel decreto Clima approvato pochi giorni fa in Cdm, che rappresenta solo un piccolissimo passo rispetto alla sfida che abbiamo davanti per fermare l’impatto dei cambiamenti climatici che già oggi colpiscono in particolare le persone più vulnerabili. Nel documento si sottolinea come occorra definire una strategia chiara di cambiamento e aprire un confronto con i cittadini, le imprese, i territori. Nella quale spostare il peso della tassazione dal lavoro al consumo di risorse ambientali, differenziandola in funzione di quanto si inquina, cancellando i sussidi contro l’ambiente, ridisegnando la fiscalità – accise, aliquote Iva e tassazione – sulla base dell’impatto ambientale e sociale, premiando innovazione ambientale e efficienza, garantendo il diritto di fruire dei benefici di questi interventi a tutte le fasce della popolazione (compresi i più poveri che fino ad oggi ne sono rimasti esclusi), ristabilendo regole che garantiscano una corretta gestione di beni comuni e ambientali e adeguando i canoni per le cave, le acque minerali, le concessioni balneari, abolendo le proroghe senza gara delle concessioni autostradali e investendo le risorse provenienti dai pedaggi autostradali per interventi di manutenzione stradale e per le nuove infrastrutture di mobilità sostenibile.


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