Influenza, ecco il momento ideale per vaccinarsi

L’influenza non è una malattia banale. E’ infatti la prima causa di morte per infezione e ogni anno colpisce quasi 8,2 milioni di italiani, con non pochi rischi di complicanze, soprattutto per gli over 65, e un bilancio nella stagione passata di 5 o 6 mila decessi collegati. “Fondamentale dunque vaccinarsi.

A partire da metà ottobre prenderà il via la campagna per la vaccinazione antinfluenzale in vista dell’inverno. Dagli esperti riuniti a Roma per il lancio di una campagna sulle vaccinazioni nella terza età arriva l’invito a vaccinarsi tra metà ottobre e fine novembre.

“Il momento ideale è quello che precede l’arrivo del virus influenzale, che diventa epidemico di solito dai primi di dicembre, se molto precoce, fino a fine marzo”, spiega Paolo Bonanni, coordinatore scientifico del Calendario per la Vita.

“Dobbiamo cercare di vaccinarci prima – prosegue – e dare al nostro organismo il tempo di poter produrre una risposta anticorpale, immunitaria sufficiente per poterci proteggere”. Per Bonanni “il vaccino – aggiunge – può non essere esattamente corrispondente al ceppo che circola.

Negli anni in cui accade l’immunizzazione funziona un po’ di meno ma lo stesso, soprattutto molto bene nei confronti delle forme gravi.
Da metà ottobre a fine novembre è il periodo ideale per vaccinarsi, almeno fino ad aprile- maggio la protezione è buona”.

“La caratteristica dell’anziano – spiega Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – è la sua fragilità. Come per un bicchiere a cui basta dare un colpo che si rompe, lo stesso può accadere a un anziano che sembra in buona salute. L’influenza può far precipitare in una cascata di eventi che può essere addirittura mortale. Il vaccino è uno dei piccoli segreti per una vecchiaia sana”.

“Il problema della mancata immunizzazione evidenzia Claudio D’Amario, direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute – si sovrappone all’antibioticoresistenza: non immunizzarsi per patologie ricorrenti come l’influenza aumenta infatti il consumo di antibiotici. Negli anni 2009,2010 e 2011 abbiamo avuto una buona copertura, poi c’è stato un crollo nel 2014-2015, per il ritiro di alcuni lotti e una preoccupazione eccessiva. Ora stiamo risalendo, la copertura vaccinale tra gli ultrasessantacinquenni si attesta al 53,1%”.



Altre Notizie