Tatuaggi, in Italia li hanno 7 milioni di persone: Ecco tutti i rischi che dovete sapere

I tatuaggi sono sempre più diffusi (13,8% delle donne italiane e 11,7% degli uomini, il primo viene in genere richiesto attorno ai 25 anni), ma non andrebbero presi alla leggera: in quest’articolo esamineremo i rischi e vi aiuteremo a capire quali sono le precauzioni di sicurezza e i modi più utili per prendersi cura di un tatuaggio.

Farsi tatuare ormai è una questione di poche ore, ma questa facilità non dovrebbe impedire di riflettere bene sulla decisione di modificare il proprio corpo in modo permanente (il 17,2% dei soggetti tatuati progetta di rimuoverlo e di questi il 4,3% ha già provveduto).

Se prima di farvi tatuare prendete tutti i provvedimenti per proteggervi dagli eventuali rischi, quella che oggi vi sembra una buona idea ha meno probabilità di trasformarsi in rammarico in futuro.

Da un punto di vista generale la tecnica consiste nell’esecuzione di punture superficiali con l’obiettivo di introdurre sostanze coloranti nelle ferite; se tradizionalmente la decorazione era progettata per durare per sempre o quasi, negli ultimi decenni sono state sviluppati anche tecniche e materiali in grado di permettere la realizzazione di tatuaggi temporanei.

Pericoli. Poiché l’applicazione di un tatuaggio richiede di fatto la rottura dell’integrità offerta dalla barriera cutanea, il procedimento è inevitabilmente legato all’esposizione di rischi per la salute tra cui infezioni, reazioni allergiche e altre complicazioni, oltre ovviamente al dolore più o meno forte (a seconda della zona e della propria sensibilità) percepito durante il disegno.

Ecco tutti i rischi che dovete sapere:

Reazioni allergiche. Gli inchiostri per i tatuaggi, soprattutto quello rosso, possono causare reazioni allergiche della pelle, che provocano un’eruzione cutanea pruriginosa nella zona tatuata. La reazione allergica può verificarsi addirittura diversi anni dopo il tatuaggio. Allergie simili possono verificarsi con inchiostri temporanei.

Patologie infettive. Se l’attrezzatura usata per realizzare il tatuaggio è contaminata da sangue infetto, c’è il rischio di contrarre diverse malattie trasmesse dal sangue, come l’epatite B, l’epatite C, il tetano e (con minori probabilità) l’HIV, cioè il virus che provoca l’AIDS.

Infezioni cutanee. I tatuaggi possono provocare infezioni batteriche locali, caratterizzate da rossore, gonfiore, dolore e dalla presenza di pus.
Granuloma. Si tratta di piccoli nodulini che si formano sottopelle, a testimonianza di una reazione immunitaria del corpo verso una sostanza percepita come estranea.

Cicatrici e cheloidi, che possono formarsi sia durante il disegno che durante l’eventuale rimozione.

Complicazioni durante la risonanza magnetica. In rari casi i pazienti riferiscono gonfiore e bruciore sul tatuaggio a seguito di risonanza magnetica; l’effetto collaterale può assumere particolare rilevanza in caso di tatuaggi sul viso, per esempio trucchi permanenti.

Se si sviluppa una reazione allergica, un’infezione o un altro problema della pelle, potrebbe essere necessario ricorrere a farmaci o ad altre terapie. In alcuni casi il tatuaggio potrebbe essere rimosso.


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