Torna l’ora solare, si dorme un’ora in più: Le conseguenze principali

Si dormirà sessanta minuti in più, ma c’è chi potrebbe avvertire insonnia e malumore. Entro il 2021 i Paesi dell’Ue dovranno decidere quale orario mantenere per sempre, dopo l’abolizione dello spostamento delle lancette

La notte tra oggi e domani torna in vigore l’ora solare, alle 3 le lancette fanno un passo indietro di un’ora, dormiremo di più ma avremo meno luce nel pomeriggio. E così sarà fino alla fine di marzo.

Il sole tramonterà un’ora prima, ma vedremo con anticipo anche la luce dell’alba, almeno nei primi giorni. Poi man mano che ci si avvicinerà il solstizio d’inverno, le ore di luce di una giornata diminuiranno. Gli italiani potranno dormire un’ora in più ma, così come avviene nel caso opposto, c’è chi potrebbe avvertire disturbi simili a quelli di un leggero jet lag, con problemi di insonnia e sbalzi d’umore improvvisi.

Le conseguenze principali. La domanda fondamentale è se questo scossone abbia conseguenze negative evidenti, oppure se venga riassorbito in tempi brevi producendo solo lievi disturbi, magari più forti giusto nei soggetti anziani. Le risposte sono varie e, come sempre accade quando parliamo di studi scientifici, non consentono di affermare in modo netto che il passaggio dall’ora legale a quella solare produca un danno oppure no.

Possiamo però dire che sono stati rilevati dei cambiamenti fastidiosi nella durata del sonno e nella cosiddetta latenza di addormentamento, cioè il periodo che passa fra il predisporsi al sonno, sdraiandosi e chiudendo gli occhi, e la comparsa del sonno vero e proprio. In linea di massima, al cambio di ora può corrispondere un aumento della frammentazione del sonno e, per coloro che sono mattutini, una maggiore difficoltà ad addormentarsi. Fenomeni che possono collegarsi a una perdita di produttività e di concentrazione, connessa anche a eventuali incidenti automobilistici o sui luoghi di lavoro.

Esattamente come accade con l’effetto jet lag, quando cioè cambiamo fuso orario per via di un viaggio in aereo, la capacità di recupero varia da soggetto a soggetto: c’è a chi basta un giorno e chi necessita di un paio di settimane.

Alcuni studi, infine, hanno rivelato una correlazione con l’umore: la transizione autunnale sarebbe correlata a un generale miglioramento, mentre quella primaverile avrebbe effetti negativi.


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