Diabete, ecco perchè la donna rischia di più dell’uomo

La donna in età fertile ha, rispetto all’uomo, una protezione naturale rispetto al rischio cardiovascolare ma il diabete annulla completamente questo vantaggio e lo traduce, sempre rispetto all’uomo, in uno svantaggio.

Le donne, infatti, presentano un rischio cardiovascolare doppio rispetto agli uomini, con prognosi solitamente più infausta e una maggiore mortalità. La riduzione della mortalità cardiovascolare nella popolazione generale e la maggiore longevità sono tra i maggiori successi raggiunti dalla medicina a partire dalla metà del secolo scorso. Tuttavia, nella popolazione diabetica la mortalità si riduce tra gli uomini, mentre non accade altrettanto nelle donne diabetiche.

Per spiegare questa disparità è stato ipotizzato il coinvolgimento di meccanismi fisiopatologici legati al sesso e ai suoi peculiari aspetti endocrini, ma sempre più evidente è la differenza genere-specifica della risposta agli interventi terapeutici. Le donne sono meno studiate nei trial clinici, meno trattate o trattate con meno attenzione e determinazione, nella pratica clinica, nel raggiungimento degli obiettivi terapeutici. In Italia l’attenzione alla cura delle donne diabetiche è pressoché sovrapponibile a quella prestata per uomini. Cio nonostante, i benefici che la donna ne trae sono inferiori, con un minor numero di donne che raggiungono i livelli di protezione in termini di controllo della glicemia, della pressione arteriosa, della colesterolemia.

Ma il coinvolgimento della donna rispetto al diabete può essere ancor più articolato. La donna può essere madre del bambino diabetico condividendone cure, preoccupazioni e aspirazioni. Infine, la donna può svolgere un ruolo determinante nella prevenzione del diabete grazie al suo ruolo in ambito familiare. Nonostante il crescente ruolo che la donna occupa all’interno della società, è lei che spesso continua a essere la depositaria delle buone tradizioni alimentari, è responsabile della selezione (spesa) e preparazione (cucina) degli alimenti, oltre, nonostate gli impegni personali, a indirizzare i figli verso particolari abitudini alimentari (educazione al gusto) o a sostegno della loro attività fisica (chi accompagna i figli in piscina, poi a basket, poi a musica?). Pertanto, le scelte che molte donne operano quotidianamente in famiglia possono influenzare il rischio o la prevenzione del diabete.

Le donne possono essere i veri artefici del cambiamento, indirizzando verso corretti stili di vita tutta la famiglia. Ancor di più, la donna diabetica deve vedersi riconosciuta tutta la sua dignità e salvaguardate tutte le proprie aspirazioni: personali, professionali, familiari nel rispetto e riconoscimento dell’intera nostra società.


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