L’olio extravergine protegge dalla demenza

Un nuovo studio condotto da un team di ricercatori della Lewis Katz School of Medicine della Temple University ha individuato una nuova preziosa proprietà dell’olio extravergine: può proteggere da diverse forme di demenza.

Ai molteplici effetti benefici associati all’integrazione nella dieta del superfood, dimostrati da precedenti ricerche condotte dallo stesso ateneo, si va ad aggiungere una potenziale azione protettiva contro le tauopatie, delle patologie associate all’invecchiamento caratterizzate da un anomalo metabolismo della proteina tau. Diversi studi hanno dimostrato che l’integrazione dell’olio extravergine di oliva nella dieta aiuterebbe a preservare la memoria e andrebbe a contrastare l’insorgere dall’Alzheimer e di alcune patologie associate all’invecchiamento, comprese quelle cardiovascolari.

Per compiere lo studio, pubblicato sulla rivista specializzata Aging Cell, gli esperti hanno analizzato gli effetti dell’olio evo su dei topi da laboratorio, nutriti per sei mesi con una dieta integrata con il superfood a partire dai sei mesi di età.  Alla fine del trattamento, gli animali nutriti con il superfood hanno mostrato un miglioramento della memoria e della cognizione nei test di apprendimento.  Inoltre, analizzando il tessuto cerebrale dei topi inclini alla tauopatia, gli esperti hanno notato una riduzione del 60% dei depositi di tau dannosi.

I risultati sono i primi a suggerire che l’olio extravergine di oliva può difendere da un tipo specifico di declino mentale legato alla tauopatia noto come demenza frontotemporale.

“L’olio evo fa parte della dieta umana da molto tempo- spiega uno dei ricercatori, Domenico Praticò – e ha molti benefici per la salute, per ragioni che non comprendiamo ancora del tutto. La consapevolezza che può proteggere da diverse forme di demenza ci offre l’opportunità di conoscere meglio i meccanismi attraverso i quali agisce per sostenere la salute del cervello”.

Un modello murino è stato sottoposto a una dieta integrata con olio extravergine in giovane età, paragonabile a circa 30 o 40 anni nell’uomo. Sei mesi dopo, quando i topi avevano l’equivalente dell’età di 60 anni nell’uomo, gli animali inclini alla tauopatia hanno sperimentato una riduzione del 60% dei depositi di tau dannosi. I topi che hanno seguito una dieta con olio extravergine hanno ottenuto risultati migliori in termini di memoria e test di apprendimento.



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