Ocse, in Italia si prescrivono troppi antibiotici, è allarme

In Italia si prescrivono troppi antibiotici, in quantità superiore di oltre il 50% alla media, responsabili di un dannoso aumento dei tassi di resistenza ai farmaci antimicrobici.

Inoltre secondo la ricerca dell’Organismo internazionale per lo sviluppo e la cooperazione economica, l’Italia è il secondo paese del gruppo per numero di prescrizioni mediche di cure antibiotiche rispetto a una media di 18 tra i Paesi Ocse.

Il nostro paese ha inoltre tassi di infezione associati all’assistenza sanitaria superiori alla media, con quasi il 6% dei pazienti ospedalizzati che hanno almeno un’ infezione ospedaliera.

“Queste infezioni – spiega l’organismo internazionale per lo sviluppo e la cooperazione economica – possono essere mortali e contribuire fino al 6% della spesa ospedaliera. I batteri resistenti agli antibiotici possono rendere le infezioni ospedaliere difficili o addirittura impossibili da trattare”.

Poi un altro campanello d’allarme. Nel rapporto si specifica che serve “preparare il sistema sanitario per una popolazione in rapido invecchiamento, alla luce anche delle possibile carenze future del personale sanitario”.

Il documento parla anche dell’aspettativa di vita. “A fronte di una spesa sanitaria inferiore alla media – specifica – l’Italia ha la quarta più alta aspettativa di vita fra i paesi Ocse, 83 anni alla nascita. Pochi italiani muoiono prematuramente, con 143 decessi per 1000 persone per cause prevenibili, rispetto a una media Ocse di 208″.

Per l’Ocse lo stile di vita in Italia è abbastanza sano. “Gli italiani – prosegue l’organismo internazionale per lo sviluppo e la cooperazione economica – hanno generalmente stili di vita sani. Il consumo di alcol è basso, e l’Italia ha la percentuale più bassa di ‘bevitori dipendenti’ nei paesi Ocse. Anche la percentuale di adulti in sovrappeso o obesi è relativamente bassa con 46%, rispetto alla media Ocse del 56%. Tuttavia, la percentuale di bambini in sovrappeso è la seconda più alta nei paesi Ocse”.


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