Suona il piano mentre lo operano per tumore cerebrale

Mentre i chirurghi lavoravano per asportargli un tumore al cervello, un jazzista ha eseguito alcune melodie al pianoforte dando vita a un piccolo concerto in sala operatoria. È accaduto nei giorni scorsi all’ospedale Bufalini di Cesena, dove i medici hanno utilizzato una tecnica nota come Awake Surgery che permette di operare un paziente mantenuto in condizioni di veglia. L’intervento è durato circa cinque ore e ha permesso di salvaguardare le abilità del giovane musicista.

L’inusuale concerto jazz tenuto nella sala operatoria dell’ospedale Bufalini di Cesena è stato possibile grazie all’Awake Surgery, una tecnica che i neurochirurghi della clinica romagnola hanno perfezionato durante un periodo di studio nel dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Montpellier sotto la guida del prof. Hughes Daffau. A causa di un cancro al cervello, un giovane esperto di jazz rischiava di perdere le proprie abilità musicali: per questo motivo i chirurghi hanno optato per il metodo che consente di mantenere il paziente sveglio durante l’operazione con il duplice obiettivo di asportare la massa tumorale e non danneggiare quelle aree cerebrali cruciali per il linguaggio, il movimento e altre funzioni cognitive.

Così, durante l’intervento il jazzista è stato in grado di eseguire alcune melodie al pianoforte elettrico, permettendo oltretutto ai chirurghi di individuare alcune aree del cervello specificamente responsabili delle abilità musicali del paziente, come il riconoscimento dei toni melodici, il ritmo e il contorno musicale.

Attraverso la tecnica dell’Awake Surgery, i chirurghi cercano di garantire una migliore qualità di vita al paziente dopo l’operazione. L’operazione, durata circa cinque ore, è stata eseguita dall’equipe multidisciplinare composta dai neurochirurghi dottor Luigino Tosatto, dottor Vincenzo Antonelli, Dottor Giuseppe Maimone; dal neurofisiologo, dottoressa Chiara Minardi; dai neuroanestesisti, dottor Marco Bocchino e dottoressa Giuseppina Pugliese; dai neuropsicologi, professoressa Caterina Bertini e dottor Davide Braghittoni dell’Università degli Studi di Bologna, Dipartimento di Psicologia di Cesena e da personale infermieristico coordinato da Milena Maccherozzi.



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