Violenza sulle donne: vittime e carnefici soprattutto italiani, chi uccide ha chiavi di casa

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La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani; una forma di discriminazione comprendente tutti gli atti di violenza che provocano sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica, comprese le minacce: sono stralci degli articoli della Convenzione di Istanbul che vale la pena ricordare e avere in mente.

In Italia le donne vittima di violenza sono 88 ogni giorno, una ogni 15 minuti. Il 41% subisce maltrattamenti, il 31% stalking, il 10% violenza sessuale e il 18% percosse. È quanto emerge dal rapporto della polizia di Stato “Questo non è amore 2019” riferito ai dati aggiornati al mese di marzo 2019 e pubblicato in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che come ogni anno si celebra il 25 novembre.

Nell’82% dei casi l’autore della violenza ha le chiavi di casa. Nel biennio 2018-2019 il fenomeno della violenza sulle donne appare in diminuzione: calano del 16,7% le violenze sessuali (nel 2017 erano in aumento del 14%), del 2,9% i maltrattamenti in famiglia e del 12,2% gli atti persecutori. Nel 61% dei casi, la vittima ha indicato l’ex partner come il presunto autore degli atti persecutori. A seguire conoscenti o amici con il 15%, poi i partner non conviventi in un caso su 10. L’autore della violenza, come dice il rapporto, “non bussa ma ha le chiavi di casa”. Nell’82% dei casi, infatti, si tratta di una persona già conosciuta dalla donna. Negli ultimi tre anni le vittime di violenza di genere di sesso femminile risultano in aumento: dal 68% circa del 2016 al 71% del 2019. Le vittime sono nell’80% dei casi italiane, mentre l’autore è italiano in tre casi su quattro (74% del totale, +1% rispetto al 2018). Tra le donne straniere, sono le rumene ad aver denunciato più di altre una violenza nell’ultimo biennio. La metà delle violenze denunciate è avvenuta in strada, in auto o in parcheggi, mentre nel 35% dei casi l’atto persecutorio avviene in un luogo chiuso.

Per quanto riguarda i femminicidi, il rapporto della polizia evidenzia come negli ultimi 10 anni la percentuale di uomini uccisi sia diminuita di oltre il 50%, mentre il numero di donne uccise non segue affatto lo stesso trend. Rispetto al 2018, nel periodo gennaio-agosto 2019 diminuisce del 4% anche il numero di vittime di sesso femminile sul totale degli omicidi, si passa infatti dal 38% al 34%. Nel 2019, sul totale degli omicidi ai danni donne commessi in Italia, nel 49% dei casi si è trattato di femminicidio (+12% rispetto al 2018), con vittime di nazionalità straniera nel 67% dei casi (+6% in un anno). Nel 48% dei femminicidi la donna lasciava almeno un figlio piccolo, un dato in leggero calo (-7%) rispetto al 2018. Nel 61% dei casi l’autore è il partner. Sempre nello stesso periodo, per i femminicidi sono state utilizzate armi da fuoco nel 18% dei casi, armi da taglio nel 36%, oggetti contundenti nel 27%, mentre il 18% delle vittime è stata soffocata.