AIDS, in Toscana, -20% nuove diagnosi Aids nel 2018

La diagnosi precoce della malattia è fondamentale. Eppure ancora oggi, circa un terzo delle persone che hanno contratto l’HIV non ne è a conoscenza. L’Italia è al tredicesimo posto in Europa per nuove diagnosi e l’85,6% delle nuove infezioni sono attribuibili a rapporti sessuali non protetti.

In Toscana, -20% nuove diagnosi Aids nel 2018

Nel contesto nazionale, la Toscana è la seconda regione ad avere incidenza più alta (5,6 per 100.000 residenti), preceduta dal Lazio (6,7). Le nuove diagnosi di Hiv del 2018 notificate in Toscana (dati aggiornati al 30 ottobre 2019), sono state 218, in diminuzione del 20% rispetto al 2017 (272). E quanto spiega la Regione Toscana alla vigilia della Giornata mondiale Aids, ch cade l’1 dicembre, rendendo noti i dati dell’Agenzia regionale di sanità. Sempre in Toscana il 78% dei casi notificati riguarda il genere maschile: tra gli uomini i più colpiti hanno tra i 25 e i 44 anni, seguiti dai 45-64enni e dai giovani di età compresa tra 15 e 24 anni. Le donne sono leggermente più giovani dei maschi alla diagnosi: la scoperta è spesso legata alla gravidanza, grazie al fatto che il test per Hiv è uno degli esami previsti nel libretto di gravidanza. Per le femmine si registrano i tassi più alti nelle classi 15-24 e 25-44 anni.

L’andamento dei casi di Aids in Toscana è analogo a quello nazionale: si evidenzia un incremento dell’incidenza dall’inizio dell’epidemia sino al 1995, seguito da una rapida diminuzione dal 1996 fino al 2000 e da una successiva costante lieve diminuzione fino ad arrivare a 65 nel 2018 (dati aggiornati al 30 ottobre 2019). La Regione sottolinea poi che “la maggior parte delle infezioni da Hiv è attribuibile a rapporti sessuali non protetti e che è alta e in costante crescita la percentuale di diagnosi tardive: sono molte, dunque, le persone non consapevoli di aver contratto il virus, che arrivano al test Hiv in uno stato di salute già debilitato. In Toscana, il 23% dei pazienti è già in Aids conclamato al momento della diagnosi di sieropositività”.


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