Green Deal Europeo, Bioenergie fondamentali per raggiungere i target

3

La Commissione Europea ha presentato nei giorni scorsi il Green Deal (GD), un piano di investimenti sostenibili che punta a guidare la transizione energetica dell’Unione verso un’economia “neutrale” sotto il profilo delle emissioni nette di CO2 entro il 2050. Il settore del riscaldamento a biomasse e tutta la filiera legno-energia, rappresentata da AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali, guardano con attenzione e fiducia agli impegni assunti dalla Commissione, con l’auspicio che gli strumenti politici a disposizione (prezzo del carbonio, tassazione energetica, target di energie rinnovabili, politica in materia di aiuti di Stato, requisiti di sostenibilità, finanza verde e politica industriale) siano integrati in una visione organica e coerente.

Il primo impegno previsto dal Green Deal è la riduzione del 55% delle emissioni di gas a effetto serra al 2030, un obiettivo ambizioso, che, se raggiunto, consentirà di adeguare la traiettoria affinché l’UE diventi carbon-neutral entro il 2050. Per raggiungere questo primo obiettivo occorre un cambio di passo nel potenziamento delle tecnologie rinnovabili, un piano chiaro e realistico per la decarbonizzazione del settore del riscaldamento e del raffreddamento degli edifici e per accelerare l’abbandono dei combustibili fossili.

Per centrare i suoi obiettivi, il Green Deal europeo non può trascurare questo settore, che rappresenta da solo la metà del consumo energetico dell’UE. È fondamentale invece che sostenga e promuova le tecnologie che garantiscono risparmi consistenti in termini di emissioni nette di diossido di carbonio.

La bioenergia, di cui fa parte l’energia prodotta dalle biomasse legnose, può fornire ciò di cui l’Unione Europea ha bisogno per raggiungere la neutralità climatica: una fonte energetica carbon-neutral, a basse emissioni, affidabile e sicura. Un ruolo di capofila del settore che è già realtà, visto che le bioenergie sono, da anni, di gran lunga la fonte energetica rinnovabile più impiegata. In Italia è il 34% di tutte le fonti rinnovabili (elettrica, termica e per i trasporti), seguita da energia idroelettrica (18%), pompe di calore (12%), fotovoltaico (9,5%), eolico (6,7%). Nel mondo e in Europa la percentuale di energia rinnovabile prodotta dal legno è ancora più alta. Ciò significa che dai boschi nasce una fonte di energia senza la quale combattere quella che viene chiamata “emergenza climatica” sarebbe impossibile. Inoltre, l’uso di sottoprodotti provenienti dai settori forestali e agricoli, è un esempio virtuoso di circolarità dei processi industriali che rispecchia il modello di economia circolare a base biologica proposto dalla Commissione Europea.

Inoltre, sarà necessario fornire orientamenti più chiari su come raggiungere un prezzo del carbonio equo e ragionevole per i settori che non sono attualmente coperti dal Sistema per lo scambio delle quote di emissione dell’UE (ETS). Un aumento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra che coincida con un aumento del prezzo globale del carbonio, includendo sia i settori dell’edilizia che dei trasporti, migliorerebbe la competitività sia delle bioenergie che delle energie rinnovabili e aiuterebbe a raggiungere gli obiettivi climatici dell’UE. Infine, la direttiva sulla tassazione dell’energia dovrà non solo tener presente gli obiettivi di medio e lungo periodo climatici fissati ma anche permettere l’avvio di una transizione decisa verso i combustibili puliti e una maggiore efficienza energetica.

“L’emergenza climatica – spiega Annalisa Paniz, direttore relazioni internazionali di AIEL– si può vincere solo avviando da subito una profonda trasformazione di tutti i settori dell’economia europea. Questa sfida ambiziosa può essere vinta anche grazie al coinvolgimento delle associazioni del mondo delle rinnovabili e del tessuto imprenditoriale che rappresentano. Per questa ragione AIEL attende fiduciosa le numerose iniziative politiche che saranno lanciate in Europa nel 2020 e nel 2021 ed è pronta a lavorare in sinergia con altre realtà per la messa a punto degli strumenti necessari ad una completa armonizzazione del settore, in particolare di quello del riscaldamento e del raffrescamento che rappresenta la metà del consumo energetico europeo”.