Medicina estetica, tutti i trend (e i flop) del 2020

55

Anno nuovo, voglia di cambiare e di migliorarsi. Anche, perché no, con un aiutino dalla medicina estetica, settore che negli ultimi anni ha fatto incredibili passi in avanti proponendo nuovi prodotti e trattamenti che riescono quasi del tutto a tenere lontano il bisturi, correggendo difetti, donando un aspetto più giovane e facendo stare le persone meglio con se stesse. Secondo i dati mondiali dell’Isaps, nel 2018 I trattamenti non invasivi sono cresciuti del 10.4% rispetto all’anno precedente: in particolare quelli con tossina botulinica sono aumentati del 17.4% dal 2017, seguiti dai filler con acido ialuronico al +11.6%.

“Le star del prossimo anno saranno i cosiddetti “iniettabili”, ossia quelle sostanze che possono migliorare l’aspetto del viso in modo temporaneo, come i filler, il botulino o gli sciogli-grasso – afferma il professor Raffaele Rauso, vice-presidente della FIME (Federazione italiana medici estetici) e docente all’Università Vanvitelli di Napoli -. Sta cambiando anche l’approccio culturale: anni fa nessuno ammetteva di avere fatto dei trattamenti, oggi invece se ne parla tranquillamente. Questo anche perché si è abbassata l’età dei pazienti: per iniziare, non si aspetta di avere il viso pieno di rughe, ma si inizia da giovani per mantenere volumi e freschezza. Una tendenza che proseguirà nel 2020: gli under 40, ma anche gli under 30, sono molto attenti all’aspetto e sanno bene che prevenire è meglio che curare”.

Labbra più carnose (senza esagerare). “Una delle principali richieste delle donne, ma anche degli uomini, è quella di avere labbra più voluminose – spiega il professor Rauso -. Oggi grazie ai nuovi acidi ialuronici, ma soprattutto alla conoscenza delle tecniche di infiltrazione “verticale vs. orizzontale”, è possibile ottenere volume, idratazione o eversione, ovvero è realmente possibile personalizzare il risultato, ottenendo labbra più piene, ma anche con un effetto naturale.” Se un po’ di volume può migliorare l’armonia del viso, troppo rischia di risultare eccessivo: “C’è chi non si accontenta e chiede sempre di aumentare il volume: sono purtroppo ancora frequenti, anche in Italia, i casi di chi usa sostanze non riassorbili, anche sulle labbra. In questi casi tornare indietro è possibile, anche se difficoltoso; dall’ottobre del 2018 nell’Unità Operativa Complessa dell’Azienda Ospedaliera “Vanvitelli” di Napoli dove lavoro, diretta dal professor Tartaro, abbiamo aperto un ambulatorio dedicato alla diagnosi e cura delle reazioni avverse ai filler facciali, unico in Italia, purtroppo ci capita ancora troppo spesso di dover fronteggiare condizioni drammatiche di pazienti a cui sono stati infiltrati filler permanenti alle labbra e/o al volto.”

Evil lips. I social media stanno influenzando la percezione sociale di bellezza, con una maggiore attenzione al proprio aspetto. L’ultima bizzarria del web sono le cosiddette “evil lips”, anche dette “octopus lips”, una assurda tendenza estetica popolare soprattutto in Russia: “Con i filler si ottengono due incurvature al labbro di sopra e a quello di sotto, per un effetto davvero poco naturale – spiega il professor Rauso -. E’ solo una delle tante stranezze legate al mondo di chirurgia e medicina estetica che compaiono sui social e sulla cronaca, ma bisogna ricordare che riguardano solo un numero davvero esiguo di persone, anche se l’esposizione mediatica potrebbe far pensare diversamente”.

Botulino per trentenni. Oltreoceano va di moda organizzare “Botox Birthday Party” per i trent’anni: “Da noi il fenomeno è meno evidente, per fortuna, ma esiste e va crescendo – afferma il vice-presidente FIME -. La fascia di pazienti che aumenta più in fretta è quella degli under 40, che si regalano degli iniettabili per il viso, in particolare per riempire le “linee degli 11″, ossia i solchi che si formano tra le sopracciglia, le cosiddette rughe glabellari”.

Ringiovanire grazie ai filler più naturali e a lunga durata. Esiste, da qualche anno, una nuova generazione di filler che consente di ottenere risultati naturali e duraturi; alcuni di questi non utilizzano più il BDDE con “agente legante” (cross linker) ma bensì il PEG.

Si inietta in profondità, ripristinando la morfologia del volto, fin dall’impalcatura ossea, che nel tempo tende a rimaneggiarsi e riassorbirsi, con tecniche che hanno un’impronta quasi chirurgica. “I “vecchi” filler venivano iniettati solo nei tessuti più superficiali, come cute e sottocute, mentre oggi, grazie a nuovi studi sull’invecchiamento, si è capito che l’esclusivo aumento di volume superficiale crea solo un “anomalo gonfiore”, concetto ben lontano dal ringiovanimento – afferma Rauso -. Oggi, utilizzando i filler con una corretta reologia e infiltrandoli nel modo corretto (a contatto con le strutture scheletriche del volto), riusciamo a replicare i risultati che, 20 anni fa, si raggiungevano tramite l’inserimento delle protesi facciali”.

Visi troppo gonfi. Anche con i filler di nuova generazione, bisogna evitare di rivolgersi a medici non opportunamente formati in estetica o che facciano passare la procedura come “una semplice punturina”: “I rischi sono di due tipi – spiega il professor Rauso -. Con iniezioni in profondità, è possibile lesionare nervi e vasi sanguigni di calibro maggiore rispetto ad i capillari che si incontrano in superficie. In secondo luogo, si può ottenere la “puffy face”, ossia visi con un effetto gonfio poco naturale”. Uno degli effetti meno amati della medicina estetica.

30 minuti per un naso nuovo. Ideale per correggere piccole asimmetrie o gibbi, la medicina estetica consente di modificare l’aspetto del proprio viso solo con un filler. “Non ci sono tempi di ricovero postoperatori, è possibile sollevare la punta del naso o ridurre la percezione della gobba” sostiene Rauso, che conclude: “Attenzione, tra tutte le procedure eseguite con filler questa è quella con più alti rischi vascolari”.