Psoriasi e depressione: i legami che le collegano

La psoriasi incide in modo significativo sulla qualità della vita delle persone che ne sono affetti e anche sul loro benessere psicologico. Ciò per diverse ragioni:

La psoriasi è una malattia piuttosto visibile e questo può comportare, nel paziente psoriasico, il forte timore della stigmatizzazione sociale: non tutti possiedono corrette informazioni sulla malattia e atteggiamenti di allontanamento, di repulsione o di derisione possono essere all’ordine del giorno.

Imbarazzo, vergogna, rabbia, senso di impotenza e bassa autostima sono frequenti nel paziente psoriasico. Ne risentono la salute psicologica del soggetto, le sue relazioni, la sua vita sociale e lavorativa, soprattutto se le lesioni cutanee sono localizzate in aree ben visibili del corpo.

Diversi aspetti legati alla gestione della malattia possono causare frustrazione, senso di impotenza, ansia. Si tratta di una malattia cronica, facilmente recidivante, il cui decorso è spesso poco prevedibile. Inoltre anche gli effetti collaterali dei farmaci, in qualche caso il tempo da dedicare alle terapie o il timore di eventuali peggioramenti o ricadute sono aspetti che possono indurre forte stress. E si sa che lo stress è una causa nota di esacerbazione della psoriasi, quindi il rischio è che si instauri un circolo vizioso, in alcuni casi (es: in quadri importanti di psoriasi palmo-plantare o di artrite psoriasica) la funzionalità di talune parti del corpo può essere compromessa, con riduzione dell’attività motoria del paziente.

Quali sono i sintomi che devono mettere in allarme un paziente che soffre di psoriasi? Quando rivolgersi ad uno specialista per un supporto psicologico e una terapia? Jerry Bagel, dermatologo presso la Columbia University, ci indica una serie di sintomi a cui prestare attenzione, con l’invito, quando si fanno insistenti, a rivolgersi ad un medico:

Disturbi del sonno e difficoltà a dormire; Avere la sensazioni di non riuscire ad alzarsi dal letto; Avvertire una perdita costante di energia; Sentire mancanza di interesse per le cose che fino ad ora ci appassionavano; Scarsa capacità di concentrarsi.

Fattori che incidono sui sintomi: Sono possibili dei peggioramenti nei mesi invernali e in seguito a stress psicologici, mentre nei mesi estivi, con l’esposizione al sole, sono frequenti miglioramenti consistenti. Altri fattori esterni, oltre a quelli climatici, incidono negativamente sulla sintomatologia: il fumo di sigaretta, l’assunzione di alcol, alcuni farmaci, certi agenti infettivi, ecc.

Terapie
La modalità di intervento del dermatologo per la gestione e il trattamento della psoriasi si articola solitamente su diversi fronti: nei casi meno gravi si sceglie la terapia topica, mentre nei casi più impegnativi si ricorre alla fototerapia, ai farmacisistemici o ai farmaci biologici.

A grandi linee, scopriamo le terapie più utilizzate:

Terapie topiche. Sono la classica “prima scelta” per trattare soggetti con psoriasi lieve-moderata (90 per cento dei pazienti). Si tratta di farmaci ad azione locale, che svolgono un ruolo insostituibile nella gestione della malattia e rappresentano la strategia terapeutica più utilizzata dal dermatologo;

Fototerapia. L’esposizione a fonti di luce ultravioletta è ancor oggi un’opzione che viene privilegiata nei casi di psoriasi di media gravità. Sebbene sia particolarmente efficace, il ricorso alla fototerapia è penalizzato dalla scomodità che costringe il paziente a frequenti applicazioni presso centri specializzati;

Terapie sistemiche. Particolarmente impiegate nelle forme di psoriasi moderata-severa, si compongono di farmaci tradizionali, efficaci ma che richiedono attenzione nella gestione dei potenziali effetti collaterali.

Terapie biologiche e biosimilari. Sono modulatori della risposta biologica, realizzati in laboratorio. Rappresentano il campo nel quale si registrano le novità più interessanti. La loro capacità di interferire in modo selettivo nei processi immunologici determina una rapida efficacia terapeutica e ridotti effetti collaterali.


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