Suolo: allarme Coldiretti. Conte: “2000 anni per formare 10 centimetri di terreno fertile”

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L’ultima generazione è responsabile della perdita in Italia di oltre un quarto della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell’abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia negli ultimi 25 anni ad appena 12,8 milioni di ettari: è quanto emerge da un’analisi della Coldiretti divulgata in occasione della Giornata mondiale del suolo. La disponibilità di terra coltivata – spiega Coldiretti – significa produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico.

E “su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo si abbattono – sottolinea la Coldiretti – i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire”. Il risultato – sostiene l’associazione – è che sono saliti a 7252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, che sono a rischio frane e alluvioni secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra.

Dati ampiamente recepiti dal governo e le dichiarazioni di Giuseppe Conte lo confermano: “Intendo testimoniare il ruolo di primo piano che il mio governo vuole svolgere nella protezione dell’ambiente e lanciare un messaggio di sistema che possa coinvolgere tutte le categorie produttive, il mondo della scuola e quello delle imprese per trovare soluzioni innovative per collocare il nostro paese in posizione avanzata nella gestione sostenibile del suolo”.

“Occorrono più di 2000 anni per formare 10 centimetri di terreno fertile – osserva il Presidente del Consiglio, alla conferenza sulla giornata mondiale del suolo – il suolo è un bene non rinnovabile. È il bene comune per eccellenza. È un bene fondamentale per il mantenimento della vita sulla terra”, per la produzione di cibo e il ciclo dell’acqua. “Il 21% del nostro territorio nazionale è considerato potenzialmente a rischio desertificazione, il 41% di queste aree è situato nel nostro centro e sud della penisola”, ha terminato Conte.

L’appello del ministro Sergio Costa “Mi appello alle forze politiche di maggioranza affinché, parallelamente all’iter parlamentare del ‘Cantiere ambiente’, fondamentale per la messa in sicurezza del nostro Paese dal dissesto idrogeologico, si discuta e si approvi celermente la legge sul consumo di suolo”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “In 25 anni – continua Costa – è scomparso un quarto delle campagne italiane, come ricorda Coldiretti.

In un anno sono stati consumati 24 metri quadri di suolo cittadino per ogni ettaro di aree verdi, come attesta l’ultimo rapporto Ispra sul consumo di suolo, nel quale è illustrato anche il nesso con l’aumento delle temperature nelle nostre città. Il recente rapporto speciale dell’Ipcc sulle relazioni tra cambiamenti climatici, desertificazione, degrado e gestione sostenibile, rilasciati in concomitanza con la giornata mondiale del suolo e in vista della Cop25 a Madrid, rammentano quanto sia fondamentale agire ora per arrestare il consumo di suolo. Perché domani potrebbe essere troppo tardi. E non c’è un pianeta B”.