Alzheimer, la proteina tau aiuterebbe a predire l’atrofia cerebrale

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Secondo un nuovo studio condotto da un team di ricercatori dell’Università della California a San Francisco, nei pazienti affetti da Alzheimer la proteina tau sarebbe in grado di predire in modo affidabile e in anticipo di almeno un anno il rischio di sviluppare l’atrofia cerebrale.

I ricercatori hanno scoperto che i livelli complessivi di tau presenti nel cervello dei partecipanti all’inizio dello studio sono stati utili e particolarmente affidabili per riuscire a predire non solo quanta atrofia ci sarebbe stata, ma anche in che area. Come è riportato nelle pagine della rivista specializzata, “i modelli locali di accumulo di tau hanno predetto la successiva atrofia nelle stesse posizioni con una precisione superiore al 40%”. Invece, le scansioni Pet dell’amiloide sono riuscite a prevedere correttamente il futuro sviluppo dell’atrofia cerebrale solo nel 3% dei casi.

“Queste previsioni erano molto più potenti di qualsiasi cosa siamo stati in grado di fare con altri strumenti di diagnostica per immagini e si aggiungono all’evidenza che la tau è una dei principali vettori della malattia”, ha spiegato il neurologo Gil Rabinovici, tra i ricercatori che hanno condotto lo studio.