Ancora allarme incendi in Australia

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Non si ferma l’emergenza in Australia. Un nuovo incendio ha iniziato a divampare nel pomeriggio di lunedì 27 gennaio nell’Orraral Valley, ora le fiamme hanno raggiunto il Parco nazionale di Namadgi e si stima che abbia già colpito circa 8.106 ettari.

Gli incendi sono a soli 15 chilometri da Canberra e dalla capitale si vedono il fumo e le fiamme che stanno colpendo la riserva naturale di Tidbinbilla, area in cui vivono koala, canguri e molte altre specie endemiche australiane, visitata ogni anno da centinaia di migliaia di persone.
Gli ultimi aggiornamenti del quotidiano The Canberra Times dicono che la città di Tharwa è già stata evacuata ma si teme che un’imminente ondata di calore prevista nei prossimi giorni dall’ESA (Emergency Services Agency), che vedrà salire la temperatura a 40 gradi, renderà molto difficile il controllo degli incendi. In allarme il territorio della capitale australiana, il cui primo ministro Andrew Barr, ha dichiarato come questa sia la situazione più grave che abbiamo affrontato dagli incendi del 2003, che hanno ucciso quattro persone e distrutto centinaia di case.

È straziante anche l’analisi fatta dal Guardian Australia sui dati delle aree bruciate nel New South Wales e nel Queensland, poi confermati dal governo del NSW, da cui risulta bruciato almeno l’80% dell’area delle Blue Mountains e più del 50% delle foreste pluviali del Gondwana, entrambe dichiarate patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco.
“La portata del disastro è così grave da poter incidere sulla incredibile diversità degli eucalipti, motivo per cui l’area delle Blue Mountains è riconosciuta come patrimonio mondiale dell’umanità”, ha dichiarato John Merson, direttore esecutivo del Blue Mountains World Heritage Institute, al Guardian.