Australia, il fiuto dei cani che salva i koala

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© WWF-Australia Veronica Joseph

Due mesi fa, un terribile incendio ha bruciato oltre 6.000 ettari della foresta di Maryvale, una località della Southern Downs Region, nel Queensland.
Grazie a due cani speciali, però, il teatro di un dramma oggi si sta trasformando in una storia di speranza: in soli due giorni, infatti, questi eroi a quattro zampe, grazie al loro fiuto, hanno ritrovato ben sette koala vivi all’interno della foresta colpita dalle fiamme.

Il fronte del fuoco a Maryvale era stato così forte, che anche il resort a cinque stelle Spicers Peack Lodge era stato evacuato, ma il ritrovamento di questi koala ancora vivi è la prova di un numero ancora maggiore di possibili animali sopravvissuti.

I cani protagonisti di questa importante ricerca sono Taz e Missy, due Springer Spaniel inglesi addestrati per fiutare la presenza dei koala. Questa ricerca, ora ancora in corso, insieme agli altri progetti di conservazioni messi in campo fin da ora, è possibile grazie alle generose donazioni che le persone di tutto il mondo hanno fatto e stanno facendo al WWF, e anche grazie al supporto dell’azienda che vende mobili sostenibili online koala.com.

Olivia Woosnam è un’esperta nella conservazione dei koala, comproprietaria e operatrice della società di consulenza OWAD Environment, che conduce indagini sui koala con l’aiuto dei cani addestrati al rilevamento sul campo, proprio come Taz e Missy. I cani sono il 372% più efficaci degli umani nel trovare i koala, e sono anche molto più veloci. Durante la prima mattinata di ricerche nella foresta di Maryvale, Olivia Woosnam ha detto che Taz ha trovato rapidamente delle tracce fresche di koala ed è bastato alzare lo sguardo per vedere una madre e il suo cucciolo, aggrappati alla cima di un eucalipto.

“Il piccolo era fuori dal marsupio e indipendente. Erano sullo stesso albero e si muovevano normalmente- ha raccontato Woosnam-. Abbiamo fatto subito un controllo visivo dei koala e non abbiamo riscontrato alcuna preoccupazione per la loro sicurezza”.

Quello stesso giorno, dopo oltre 10 chilometri di ricerche, il team ha trovato un altro maschio adulto e nelle vicinanze una femmina adulta senza il suo cucciolo. Quest’ultima sembrava molto magra, malnutrita e disidratata. È stato ritrovato anche un koala morto sulla Cunningham Highway, con chiari segni di trauma stradale.

Nel secondo giorno di ricerche i cani hanno individuato altri tre koala, che sono stati la prova di un numero ancora maggiore di possibili sopravvissuti nella zona.

Secondo Olivia Woosnam questi animali non hanno ancora trovato una via d’uscita dalle aree colpite dagli incendi, quindi il personale della Spicers Peak Lodge ha lasciato attive le le stazioni di irrigazione, affinché gli animali possano idratarsi.

“La presenza di poche foglie, e quindi di poca umidità, ci fa presumere che i koala abbiano molta sete- ha aggiunto Olivia Woosnam-. Fortunatamente in questa area le fiamme non hanno bruciato tutte le chiome degli alberi, lasciando qualche foglia verde che probabilmente spiega la sopravvivenza di alcuni koala”.

A due mesi dall’incendio è stato trovato un ceppo ancora fumante, ma anche qualche nuova foglia che sta germogliando in alcuni punti, prova che gli habitat hanno resistito all’incendio e i koala si stanno nutrendo.

Stuart Blanch, Senior Manager per la bonifica e il restauro del territorio del WWF Australia, ha detto che il WWF e koala.com continueranno a finanziare questo progetto per perlustrare altre aree di foresta.
“Trovare sette koala vivi in mezzo a un’area così distrutta in soli due giorni è un inizio incoraggiante- ha affermato Blanch-. È bello vedere che alcuni koala sopravvivono agli incendi e possono ricolonizzare la foresta mentre questa sta ricrescendo. Il WWF ha finora impegnato quasi 1 milione di dollari per il salvataggio, la cura e il recupero immediato della fauna selvatica e questo è solo l’inizio”. L’utilizzo di cani da rilevazione per mappare l’habitat dei koala e trovare i sopravvissuti è un primo e importante passo per un recupero a lungo termine. La collaborazione con le organizzazioni di risposta della fauna selvatica, le comunità e gli scienziati a livello nazionale è vitale per una risposta rapida ed efficace e un recupero su larga scala.