Cellulari e cancro, una storia ‘infinita’ di sospetti, accuse, marce indietro

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Una storia ‘infinita’ di sospetti, accuse, marce indietro, conferme e smentite. Si può affermare che le ‘indagini scientifiche svolte negli ultimi anni sui possibili rischi legati all’uso dei telefonini nascono già con il debutto dei primi cellulari sul mercato.

Sul fronte della scienza, la trama è più complessa: negli anni ci sono stati colpi di scena come quello del maggio 2011, cioè la decisione della Iarc, l’International Agency for Research on Cancer dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), di classificare i campi elettromagnetici a radiofrequenza quali “possibili cancerogeni” per l’uomo. Ma non è mai stata scritta la parola fine. E la stessa Oms ancora nel 2017 ribadiva che, nonostante il “gran numero di studi condotti negli ultimi vent’anni per capire se l’uso del telefonino rappresenta un rischio potenziale per la salute umana”, “al momento non sono stati provati effetti avversi”.

Mi sono occupato del possibile legame tra telefonini e tumori cerebrali, e sono allineato con le dichiarazioni dell’Istituto superiore di sanità che, sulla base di tutte le ricerche scientifiche fatte finora a livello nazionale e internazionale, non stabilisce un nesso causale tra i cellulari e i tumori“: lo afferma all’AdnKronos Salute Alessandro Olivi, neurochirurgo di fame internazionale e direttore dell’Uoc di Neurochirurgia della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs di Roma, riferendosi alla sentenza della Corte d’Appello di Torino secondo la quale invece vi sarebbe un nesso tra il neurinoma del nervo acustico che ha colpito un dipendente Telecom e l’utilizzo del dispositivo. Il pronunciamento conferma quello del Tribunale di Ivrea del 2017.

“Le organizzazioni scientifiche più autorevoli dicono che non c’è un nessun nesso causale fra tumori e uso dei cellulari. E la conferma arriva anche dal fatto che, con l’incremento vertiginoso nell’uso dei cellulari degli ultimi decenni, non c’è stato un parallelo aumento di incidenza di tumori celebrali sia maligni che benigni. Ovviamente sull’uso sensato e morigerato del telefonino siamo tutti d’accordo, ma trovo questa sentenza spregiudicata e le conclusioni prive di fondamento“, conclude Olivi.