Coronavirus, è allarme globale, casi sospetti in Francia e Scozia

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Coronavirus, è allarme globale. in Cina sono 17 i morti accertati, mentre i casi di contagio confermati sono 571, come confermato dalle autorità sanitarie, e altri 393 casi sospetti sono in fase di verifica. Le autorità della provincia cinese di Hubei hanno deciso di “isolare” Chibi, quarta città interessata dai provvedimenti restrittivi destinati a limitare i rischi di diffusione del coronavirus. Finora le limitazioni riguardavano Wuhan, Huanggang e Ezhou, con la sospensione del trasporto pubblico e dei collegamenti verso altre località. Le restrizioni saranno in vigore a partire dalla mezzanotte. La città di Chibi ha circa mezzo milione di abitanti ed è situata 120 chilometri circa a sud di Wuhan.

Cinque casi sospetti di coronavirus in Scozia e Francia. Lo riporta SkyNews precisando che si tratta di quattro cittadini cinesi sottoposti ora ai test in Scozia. Le quattro persone sono tutte giunte in questi giorni nel Regno Unito con un volo da Wuhan, la città cinese epicentro dell’epidemia che ha collegamenti aerei tri-settimanali con Londra, come conferma l’agenzia Pa. Sono state ricoverate sulla base di sintomi sospetti e problemi respiratori.

E ci sarebbe anche un caso sospetto di coronavirus in Francia a causa di una donna cinese, proveniente dalla città di Wuhan e arrivata ieri su territorio francese con sintomi di «febbre e tosse». Lo riferisce Le Figaro citando una dichiarazione dell’ambasciata cinese in Francia che ha dato l’allarme. La ministra della Salute francese, Agnès Buzyn, non ha confermato il caso aggiungendo che «sono in corso indagini». Se fosse confermato sarebbe il primo caso in Europa.

L’Ambasciata di Cina in Francia ha riferito in una nota di aver ricevuto «chiamate e mail da diversi cittadini cinesi, che segnalavano che una donna originaria dalla città di Wuhan aveva scritto sul proprio account Wechat di avere sintomi di febbre e tosse, di aver preso degli antipiretici e di essere riuscita a passare il controlli all’aeroporto, riuscendo a entrare in territorio francese». Venuta a conoscenza di queste informazioni, l’Ambasciata di Pechino a Parigi, considerandole «di grande importanza», ha «contattato la sera del 22 gennaio la persona coinvolta, Madame Yan, chiedendole di chiamare rapidamente i servizi di emergenza per farsi prendere in carico», conclude la nota. Non è chiaro cosa sia poi successo alla donna.