La curcuma fa bene? ecco tutta la verità

Benefici della curcumina sulla nostra salute. La curcuma possiede molteplici proprietà benefiche, riconosciute dalla medicina tradizionale (non solo da quella alternativa); le prove raccolte in studi preclinici (ovvero condotte su animali) e clinici (condotti sull’uomo) hanno evidenziato che la curcumina agisce e modula numerosi bersagli molecolari ed esercita diverse attività biologiche che possono essere così elencate:

Azione antiossidanti e detossificante
Attività antinfiammatoria e anti-dolorifica
Previene le infezioni batteriche e rafforza il sistema immunitario
Attività anticoagulante/antipiastrinica
Attività antireumatica
Attività neuroprotettiva e di miglioramento delle funzioni cognitive
Proprietà digestive e carminative
Aiuta a prevenire e/o gestire il diabete di tipo 2
Contribuisce all’efficacia dei farmaci antidepressivi
Attività cardioprotettiva
Proprietà antitumorali

Di seguito vengono descritte le principali proprietà benefiche di questa spezia, validate attraverso studi scientifici.

Attività antiossidante e detossificante
Alcuni fattori ambientali possono indurre la formazione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e dell’azoto (RNS), ovvero dei radicali liberi, responsabili dello stress ossidativo: la luce UV e le radiazioni, gli inquinanti atmosferici come l’ozono, il fumo di sigaretta, il consumo eccessivo di alcool e abitudini di vita scorrette, l’esposizione a solventi e metalli pesanti etc…

Per combattere lo stress ossidativo il corpo utilizza antiossidanti, sostanze che possono essere prodotti dall’organismo stesso o possono essere assunte tramite la dieta o tramite la vasta varietà di integratori e supplementi nutrizionali presenti sul mercato.

Per il mantenimento di un corretto equilibrio fisiologico è necessaria una giusta proporzione tra radicali liberi e antiossidanti. La curcumina è un antiossidante assunto con la dieta e funge da efficace scavenger, ovvero da spazzino, di ROS e RNS.

Infatti, la curcumina assunta per via orale, adeguatamente associata a piperina o solubilizzata in composti oleosi, può raggiungere nel tratto gastrointestinale concentrazioni sufficienti per esercitare un effetto protettivo nella mucosa contro il danno ossidativo del DNA. Oltre a questa diretta attività antiossidante, la curcumina induce l’espressione di enzimi antiossidanti e detossificanti atti a proteggere le cellule dallo stress ossidativo.

Attività antinfiammatoria e anti-dolorifica
Numerose ricerche hanno evidenziato le proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche naturali della curcuma. La rivista scientifica Oncogene ha pubblicato i dati di uno studio che ha valutato e comparato diversi composti ad attività antinfiammatoria: è stato visto che la curcumina esercita effetti terapeutici maggiori di aspirina e ibuprofene nel controllo del dolore. Tale evidenza è di particolare importanza in quanto l’infiammazione è alla base di quasi tutti i processi patologici che affliggono l’essere umano

Patologie come il cancro, la colite ulcerosa, l’artrite, l’ipercolesterolemia e il dolore cronico hanno in comune uno stato generale di infiammazione.

L’attività antidolorifica della curcumina è particolarmente importante nella la terapia dei grandi ustionati. In genere, le vittime di ustioni gravi, per alleviare il dolore, vengono trattate con derivati oppioidi e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).  Tuttavia, proprio grazie alle proprietà antinfiammatorie ed analgesiche, la US Army Institute of Surgical Research ha indicato l’uso della curcumina nel trattamento del dolore in seguito a ustioni.

Previene le infezioni batteriche e rafforza il sistema immunitario
Uno studio condotto dai ricercatori della Oregon State University, finanziato dal National Institute of Health e pubblicato sul Journal of Nutrition Biochemistry, ha dimostrato che la curcuma è in grado di rafforzare il sistema immunitario proteggendo il nostro organismo dalle infezioni.

La curcumina sembra in grado di aumentare livelli della proteina  CAMP (peptide antimicrobico catelicidina) implicata nel controllo della risposta immunitaria contro gli attacchi di virus, batteri e funghi.

Secondo gli scienziati quindi, l’introduzione della curcuma nella dieta di tutti i giorni potrebbe essere un valido aiuto per l’organismo nella prevenzione delle infezioni, specialmente quelle a carico del tratto gastrointestinale.

Ulteriori studi sull’attività si sono concentrati sulle proprietà antinfiammatoria e antimicrobica della curcuma nel trattamento di alcune malattie del cavo orale. Infatti, l’applicazione topica di un gel a base di curcumina è in grado di ridurre il sanguinamento gengivale e la proliferazione dei batteri parodontali in seguito a terapia parodontale convenzionale.

Sono stati formulati anche collutori contenenti curcumina che si sono rivelati efficaci quanto quelli a base di clorexidina nella riduzione dell’infiammazione in caso di parodontiti e gengiviti.

Attività anticoagulante/ antipiastrinica
Per la prevenzione delle problematiche della coagulazione del sangue, l’intervento medico prevede generalmente la prescrizione di farmaci quali l’acido acetilsalicilico (aspirina), diclofenac, ibuprofene, warfarin (coumadin).

Tuttavia, alcune persone che effettuano trattamenti prolungati con questi farmaci, possono sperimentare conseguenze gravi come la trombosi venosa profonda e l’embolia polmonare, che richiedono la sospensione della terapia.

Altri effetti collaterali sono: emorragie, mal di schiena, cefalea e dispnea. La curcuma invece non ha effetti collaterali (a meno che non venga assunta in quantità eccessive) e alcuni studi pubblicati negli anni ’80 avevano già dimostrato come la sua assunzione esercitasse un miglior effetto anticoagulante e antipiastrinico in pazienti con trombosi venosa profonda.

Attività antireumatica
Vista l’attività antinfiammatoria della curcumina, è stato condotto uno studio, pubblicato nel 2012 su Phytotherapy Research, su 45 pazienti con artrite reumatoide con lo scopo di confrontare gli effetti della curcumina con quelli del diclofenac sodico, comunemente utilizzato per la cura dell’artrite ma con effetti collaterali a carico dell’intestino e del cuore.

I pazienti che hanno aderito allo studio sono stati assegnati a 3 gruppi: un gruppo in trattamento con la curcumina da sola, un gruppo con il solo diclofenac e un gruppo con l’associazione dei due composti.

I pazienti che hanno assunto curcumina da sola hanno mostrato una percentuale più alta di miglioramento dei sintomi rispetto ai pazienti in trattamento con diclofenac da solo. Inoltre, la curcumina si è mostrata sicura in quanto non sono stati registrati eventi avversi, fornendo quindi una prima prova di sicurezza nonché di superiorità nel trattamento dei pazienti affetti da artrite reumatoide attiva.

Tuttavia, per convalidare e confermare i risultati ottenuti, sono necessari ulteriori studi clini su scala più ampia, non solo per quanto riguarda l’artrite reumatoide ma anche per altre condizioni artritiche.

Attività neuro protettiva e di miglioramento delle funzioni cognitive
Secondo un altro studio pubblicato sulla rivista Asia Pacific Journal of Clinical Nutrition, il consumo giornaliero di 1 g di curcuma a colazione, migliorerebbe le facoltà mnemoniche degli anziani. In particolare lo studio fa riferimento ai pazienti affetti da o predisposti a sviluppare il diabete di tipo 2 in quanto è stata dimostrata un’associazione tra il declino cognitivo e tale patologia.

Un altro studio, pubblicato su Stem Cell Research and Therapy, relativo alle proprietà della curcumina e di altre sostanze presenti nella curcuma (ar-tumerone, curlone e β-turmerone) di incrementare l’autoriparazione del cervello, rappresenta un enorme passo avanti per la medicina rigenerativa nell’identificazione di nuove sostanze in grado di promuovere il differenziamento delle cellule staminali in neuroni.

Tali sostanze sembrano prevenire lesioni e altri danni alle arterie cerebrali, ripristinare la produzione di energia da parte delle cellule e mantenere i livelli fisiologici degli enzimi antiossidanti e protettivi del cervello, abbassando il rischio di ictus; sembrano inoltre essere in grado di prevenire o limitare l’accumulo di proteina β-amiloide, responsabile di patologie quali l’Alzheimer e alcune forme di demenza senile.

Grazie a questi risultati i ricercatori si stanno impegnando per trovare nell’immediato futuro delle soluzioni per migliorare la qualità della vita di persone che soffrono di patologie neurodegenerative quali Alzheimer, Parkinson, Sclerosi Multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica e molte altre.

Proprietà digestive e carminative
La curcuma viene comunemente e tradizionalmente impiegata sin dall’antichità come tonico digestivo e detossificante per il fegato in quanto, come digestivo aiuta ad aumentare il flusso biliare dalla cistifellea all’intestino, processo fondamentale per la degradazione dei grassi alimentari; come detossificante epatico agisce incrementando la produzione e l’attività del glutatione, un potente antiossidante.

Spesso, le persone con disturbi digestivi sviluppano intolleranze ai trattamenti farmacologici convenzionali in quanto le mucose e la flora batterica risultano compromesse; in tal caso i farmaci potrebbero addirittura peggiorare la condizione.

Infatti, per molti pazienti con patologia infiammatoria intestinale (IBS sindrome del colon irritabile, morbo di Crohn e colite ulcerosa), i corticosteroidi prescritti da una parte riducono la sintomatologia dolorosa, ma dall’altra danneggiano il rivestimento intestinale con peggioramento dello stato di salute.

Un’analisi approfondita sulla capacità della curcumina di alleviare e gestire la sintomatologia di queste condizioni ha rilevato che molti pazienti hanno sospeso l’assunzione di corticosteroidi grazie all’assunzione di curcuma che, con la sua attività antinfiammatoria, ha sostenuto la crescita e il ripopolamento della flora batterica probiotica (i batteri buoni).

Aiuta a prevenire e/o gestire il diabete di tipo 2
Nel 2009, la Auburn University ha pubblicato uno studio su Biochemistry and Biophysical Research Communications che ha dimostrato come l’introduzione della curcuma nella dieta quotidiana possa aiutare a prevenire il diabete di tipo 2, contribuendo all’abbassamento della glicemia e all’inversione dell’insulino-resistenza. Secondo i risultati ottenuti, la curcumina è circa 400 volte più potente della metformina (un famaco impiegato per il diabete) nell’attivazione di un enzima che migliore la sensibilità all’insulina.

La curcumina può inoltre essere d’aiuto nella prevenzione o nel ritardo di alcune complicanze del diabete, come la neuropatia diabetica e la retinopatia (che porta nel tempo a cecità).

Contribuisce all’efficacia dei farmaci antidepressivi
Uno studio, pubblicato sulla rivista Phytotherapy Research, condotta presso il Medical College di Bhavnagar in India, ha descritto un innovativo studio condotto su 60 volontari con diagnosi di disturbo depressivo maggiore (MDD), tra cui il disturbo bipolare (o depressione maniacale).

Il dipartimento di Farmacologia ha confrontato gli effetti, assieme alla sicurezza, di un estratto a base di curcuma (1000mg) e Fluoxetina (Prozac, 20mg) usati in associazione e singolarmente per 6 settimane.

Al termine dello studio, non solo è stato scoperto che i pazienti hanno ben tollerato la curcumina, ma la curcumina stessa ha esercitato effetti comparabili alla fluoxetina nella gestione della depressione, senza però avere effetti collaterali. Secondo i ricercatori, questa è stata la prima prova clinica a dimostrare che la curcumina può essere impiegata come terapia efficace e sicura per il trattamento di pazienti affetti da depressione lieve.

Attività cardioprotettiva
Secondo uno studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology, sembra che l’assunzione di una capsula di curcumina da 1 g per 4 volte al giorno riduca gli attacchi di cuore in pazienti che hanno subito un intervento di bypass.

I ricercatori hanno analizzato 121 pazienti che tra il 2009 e il 2011 avevano subito un bypass. Metà di loro è stata curata con la capsula di curcumina a partire da 3 giorni prima dell’intervento e continuando per i 5 giorni successivi.

L’altra metà ha invece assunto, con le stesse modalità, capsule contenenti placebo. I ricercatori hanno osservato che solo il 13% dei pazienti che avevano assunto la curcumina hanno avuto un attacco cardiaco, contro il 30% del gruppo placebo dimostrando così che la curcumina ha ridotto del 65% la probabilità di infarto, grazie all’effetto antiossidante e antinfiammatorio che possono aver limitato l’entità dei danni al cuore.

Proprietà antitumorali
Secondo quanto pubblicato da autorità globali come Cancer Research UK, la curcumina sembrerebbe in grado di indurre l’apoptosi (ovvero la morte cellulare programmata) delle cellule tumorali, impedendo pertanto la crescita e la diffusione del tumore tramite il circolo sanguigno (meccanismo che porta alla formazione delle metastasi).

Per verificare l’attività antitumorale della curcumina sono stati effettuati diversi studi in vitro su colture di cellule tumorali e i migliori risultati sono stati osservati sulle cellule di tumore della mammella, dell’intestino, dello stomaco e del melanoma.

Uno studio del 2017, condotto dai ricercatori del Baylor Scott & White Research Institute ha inoltre scoperto che la curcumina è in grado di contrastare la chemio resistenza delle cellule di adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC), una forma particolarmente aggressiva di tumore del pancreas in cui le cellule sviluppano resistenza alla chemioterapia, rendendola inefficace.

Dai risultati ottenuti sembra infatti che la curcumina ri-sensibilizzi le cellule tumorali a rispondere alla chemioterapia, anche se l’esatto meccanismo con cui avviene questo processo è ancora in fase di studio. L’autore dello studio ha dichiarato che i prodotti botanici, come la curcumina estratta dalla curcuma, hanno il potenziale di ripristinare una corretta espressione genica nei pazienti, senza però la tossicità intrinseca dei comuni agenti chemioterapici impiegati in oncologia.

I benefici non sono finiti
Le persone affette da patologie autoimmuni di norma quali psoriasi, lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide, sclerodermia, e alcune forme di dolore cronico, trattate con corticosteroidi, possono trarre beneficio dall’uso della curcuma. Il vantaggio della curcumina risiede proprio nella sua capacità di esercitare un’azione simile ai corticosteroidi senza però avere gli stessi effetti collaterali.

Gli effetti collaterali dei corticosteroidi sono diversi e non indifferenti e, come elencato dal National Health Services (NHS) del Regno Unito, includono: acne, asma, rischio di tumore (in seguito ad usi prolungati), lenta cicatrizzazione, predisposizione al diabete, ipertensione, tachicardia, tendenza all’aumento di peso, insonnia, disfunzioni renali e tiroidee, sbalzi di umore, debolezza muscolare, nausea, maggior predisposizione alle infezioni, crescita rallentata nei bambini, fragilità capillare.

Un’altra ricerca, pubblicata su Biofactor,  ha dimostrato che la curcumina può aiutare a perdere peso grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, sopprimendo i processi infiammatori tipici dell’obesità.

Anche le donne con sindrome premestruale possono controllare la sintomatologia integrando la dieta con la curcuma. La PMS si manifesta prima delle mestruazioni in circa il 90% delle donne in età riproduttiva e in pre-menopausa ed è caratterizzata da una sintomatologia emozionale (ansia ed irritabilità), comportamentale (affaticamento e insonnia) e fisica (cefalea, tensione mammaria, crampi).

Uno studio recente ha dimostrato che l’assunzione giornaliera di 0,2 g di curcumina per 10 giorni durante tre cicli mestruali consecutivi ha significativamente ridotto l’intensità dei sintomi della PMS.

Controindicazioni
Per le persone in buona salute, la curcuma non ha particolari controindicazioni e la sua assunzione è considerata priva di rischi; l’importante è evitare gli eccessi e non superare le dosi consigliate.

Tuttavia, l’assunzione di curcuma è controindicata in persone che soffrono di occlusione delle vie biliari in quanto la curcumina stimola la cistifellea alla produzione di bile, causando coliche dolorose e peggiorando la condizione. In tal caso è consigliabile l’assunzione di curcuma sotto forma di integratori e solo dopo consulto con il proprio medico.

Come già descritto sopra, la curcumina fluidifica il sangue pertanto le persone in post-intervento, o con difetti della coagulazione, o in terapia con farmaci anticoagulanti devono prestare attenzione quando decidono di assumerla; potrebbero peggiorare le loro condizioni di salute esponendosi al rischio di emorragie.  In caso di persone che presentano ittero, ulcera gastrica o insufficienza epatica è sconsigliato l’utilizzo di curcuma, curry e preparati contenenti curcumina.

Anche le donne in gravidanza e allattamento, così come i bambini al di sotto dei 2 anni dovrebbero evitare l’impiego della curcuma. Nonostante la curcumina abbia effetti gastroprotettivi e digestivi, dosi eccessive possono causare problemi gastrici, scatenando indigestioni, nausea, acidità di stomaco e diarrea. Qualora comparissero tali disturbi, interrompere subito l’assunzione della spezia.


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