Malattia di Lyme, ecco come si trasmette

La malattia di Lyme è una patologia di origine batterica che colpisce prevalentemente la cute, ma spesso vengono intaccati anche gli organi interni, le articolazioni e il sistema nervoso.

La malattia di Lyme appartiene al gruppo delle antropozoonosi, ovvero a quel gruppo di malattie che possono essere trasmesse naturalmente dagli animali vertebrati all’Uomo. In questo caso specifico, la trasmissione della malattia non è diretta ma è mediata da un insetto.

Vettore dell’infezione è una zecca, che si infetta dopo aver morso un animale malato e trasmette l’infezione all’uomo con il morso. La malattia di Lyme è un’infezione di origine batterica che colpisce la pelle, le articolazioni, il sistema nervoso e gli organi interni. È provocata dal batterio Borrelia burgdorferi che può essere trasmesso all’uomo tramite la puntura delle zecche. Si manifesta con eruzioni cutanee sempre più marcate ed evidenti ed è accompagnata da altri sintomi, come la febbre, i dolori articolari, il mal di testa e gli sbalzi d’umore. Se non trattata ha un decorso cronico. I dati diffusi da Epicentro, il portale di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità, indicano che in Italia si sono verificati circa un migliaio di casi di malattia di Lyme tra il 1992 e il 1998.

I sintomi precoci comprendono rash cutaneo eritematoso migrante, che può essere seguito dopo settimane o mesi da alterazioni neurologiche, cardiache o articolari. La diagnosi è essenzialmente clinica negli stadi iniziali della malattia, ma i test sierologici possono aiutare a diagnosticare complicanze cardiache, neurologiche e reumatologiche che si verificano nelle fasi tardive della malattia. La terapia prevede l’utilizzo di antibiotici come doxiciclina o ceftriaxone.

Il fastidio causato dal morso è solo uno dei problemi associato alle zecche. Infatti, anche più grave è la loro estrema capacità di veicolare agenti patogeni di diversa natura (virus, batteri, protozoi) responsabili di pericolose malattie per l’uomo. Questa è la stagione in cui aumenta il rischio di contrarre la Borrelia, una malattia multisistemica veicolata dalle cosiddette “zecche del bosco” (Ixodes ricinus), che vivono principalmente nelle aree rurali e boschive, unbatterio molto diffuso e pericoloso, per gli adulti così come per bambini, perché provoca la malattia di Lyme”.

La rimozione della zecca va effettuata utilizzando una pinzetta con un leggero movimento di trazione-rotazione. Prima della rimozione della zecca non vanno invece usati olio e alcool o altre sostanze emollienti o disinfettanti per evitare che la stessa rigurgiti, con conseguente aumento del pericolo d’infezione.

Nella saliva dell’animale infatti è contenuta una sostanza che ha un effetto anestetico. Pertanto, nel dubbio, “è indispensabile informarsi e informare sui viaggi fatti nel mese precedente la comparsa dei sintomi, così che il medico abbia tutti gli strumenti per diagnosticare la patologia”, spiega Ermenegildo Francavilla, Direttore Unità Operativa di Malattie Infettive Ospedale di Belluno e membro Simit. “In provincia di Belluno, dal 1994 ad oggi – continua – sono 194 i casi di encefalite da zecche segnalati, ovvero poco meno della metà di quelli registrati in Italia. Ma fortunatamente nessun decesso”.

Nel 70-90% dei casi la malattia decorre in maniera asintomatica. Nei casi sintomatici il tempo di incubazione variabile. L’andamento dei sintomi e’ spesso bifasico: dopo un primo episodio simil-influenzale si ha un periodo di relativo benessere della durata di 7-10 giorni, cui segue la malattia vera e propria. Il morso della zecca spesso non viene avvertito perch nella saliva dell’animale contenuta una sostanza che ha un effetto anestetico nelle ghiandole salivari. E’ opportuno che chi si rende conto di essere stato morso da una zecca prenda contatto con un medico.


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