Mascherine contro il Coronavirus: Pro e contro

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Introvabili in quasi tutte le città cinesi, vanno a ruba anche in altri Paesi. Indossare una mascherina è tra le precauzioni possibili per evitare di contrarre il virus.

Nonostante il picco di vendita di mascherine nelle aree colpite dal 2019-nCOV (il famigerato coronavirus), sull’efficacia di questi dispositivi nella prevenzione del virus in Cina gli esperti si dividono. Molti infettivologi sostengono che le maschere chirurgiche che coprono naso e bocca possano ostacolare la trasmissione del coronavirus; tuttavia, la maggior parte degli studi scientifici sull’efficacia delle mascherine è stata svolta su medici e infermieri che sono per studi e formazione portati ad utilizzarle correttamente, e non su persone comuni che possono compiere errori nel loro impiego.

Pro e contro. Il virus in Cina è un coronavirus simile alla SARS che si trasmette da uomo a uomo probabilmente attraverso la saliva, e che ha dato finora prova di essere estremamente infettivo (qui l’aggiornamento sul numero di casi accertati). Indossare una mascherina può aiutare a prevenire la trasmissione mani-bocca: il virus si fa strada nell’organismo attraverso le mucose, e ognuno di noi si tocca la faccia in media 23 volte all’ora. Le maschere possono ridurre il rischio di contrarre l’infezione attraverso gli schizzi di saliva rilasciati da tosse e starnuti, ma la protezione che offrono è solo parziale.

La maggior parte delle maschere in vendita non è aderente sui lati e lascia spiragli scoperti. Queste protezioni sono spesso prive di filtri per l’aria (presenti invece nei respiratori) e non possono coprire gli occhi – un’altra potenziale via di accesso al virus, le cui modalità di trasmissione non sono ancora del tutto comprese.

Indossare una maschera può abbassare le probabilità di contagio, a patto che ci si ricordi di non toccarsi il volto con le mani, di non togliersela per rispondere al telefono e di assicurarsela su bocca, mento e naso, facendo attenzione che aderisca bene al viso. Un’altra raccomandazione è quella di adoperarla con costanza, ma nei Paesi esterni alla Cina, dal momento che l’OMS ha per ora escluso l’emergenza internazionale, l’utilizzo della maschera non è particolarmente utile.

Altre misure raccomandate dall’OMS sono invece prioritarie, per contenere la trasmissione. Il modo migliore per tenere alla larga patogeni di qualunque tipo è lavarsi di frequente le mani, con acqua calda e sapone per almeno 20 secondi da entrambi i lati, soprattutto prima di mangiare. In mancanza d’acqua, vanno bene anche i disinfettanti per la mani a base alcolica.

Altre buone regole sono limitare i contatti con le persone che presentino sintomi respiratori, starnutire in un fazzoletto (da gettare) o coprendosi naso e bocca nell’incavo del gomito; evitare i contatti con animali o con le superfici da essi toccate se si visita un mercato cittadino; non mangiare prodotti animali crudi o poco cotti, e fare attenzione ai contatti tra questi alimenti e altri cibi in frigoriferi e dispense, per evitare trasmissioni incrociate. Infine, chiunque presentasse sintomi come febbre, tosse, difficoltà a respirare dopo un viaggio nelle aree colpite è invitato a rivolgersi immediatamente a un medico, raccontando i propri spostamenti.