Notti in bianco? colpa della lingua grassa: “Metterla a dieta riduce le apnee”

Molte persone soffrono in maniera molto variabile di russamento. Può trattarsi del primo campanello di allarme di una malattia ben più pericolosa. Le apnee ostruttive nel sonno sono causate da ripetitive ostruzioni delle vie aeree superiori durante il sonno come risultato di un singolo o multiplo restringimento delle vie respiratorie.

Perdere peso è il primo consiglio che viene dato a chi soffre di apnee da sonno, una condizione caratterizzata da pause respiratorie prolungate durante il sonno, che portano il soggetto a  svegliarsi di soprassalto con l’impressione di soffocare. Questa condizione, piuttosto frequente (in Italia si stima che ne soffrano almeno 6 milioni di persone), si associa anche a fenomeni di russamento importanti e provoca una marcata sonnolenza nelle ore del giorno, fatto questo che aumenta il rischio di incidenti stradali. Chi ne soffre presenta in genere un’obesità ‘tronculare’ (la ‘pancia’). Ma il problema, suggerisce uno studio appena pubblicato su American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, non è tanto nella pancia, quanto nella lingua. Sarebbe infatti il grasso che si accumula a livello della lingua a determinare le ‘apnee’ durante il sonno.

Gli autori dello studio sono arrivati a questa conclusione esaminando le risonanza magnetiche delle vie aeree superiori di soggetti obesi; in questo modo hanno scoperto che la riduzione del grasso a livello della lingua è un fattore di primaria importanza nel ridurre la gravità delle apnee notturne. “Questa scoperta – commenta Richard Schwab, professore di medicina all’Università della Pennsylvania e condirettore del Penn Sleep Center (Usa) – ci ha consentito di individuare un nuovo target di trattamento per questa condizione, mai considerato prima: il grasso della lingua”


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