Coronavirus, la comunità cinese di Prato cerca un edificio per mettere in quarantena chi torna dalla Cina

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Passeggeri all'aeroporto "Leonardo Da Vinci" di Fiumicino (Roma), 21 gennaio 2020. ANSA/ANGELO CARCONI

La comunità cinese di Prato si è mobilitata per cercare un edificio da dedicare ai connazionali tornati dalla Cina che devono stare un paio di settimane in isolamento per accertare che non siano stati contagiati da Coronavirus durante la loro permanenza oltre La Muraglia.

L’idea “choc”, respinta dalle istituzioni locali, è stata pensata soprattutto per coloro che non hanno una casa dove passare la “quarantena”, cosa non così rara per i cinesi che vivono a Prato. Secondo quanto accertato da Notizie di Prato, la comunità cinese avrebbe chiesto anche la disponibilità di un albergo cittadino ma il gestore avrebbe rifiutato. La circostanza è confermata dal responsabile del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro, Renzo Berti, ai margini dell’incontro che oggi pomeriggio, 4 febbraio, ha avuto in Comune a Prato con i dirigenti scolastici di ogni ordine e grado.

Il segretario dell’associazione economica cinese in Italia ‘Wencheng’ Luigi Yu, spiega che sono tanti i cinesi rientrati negli ultimi giorni da Wenzhou: “Abbiamo cercato  di chiedere alle istituzioni una mano per poter affittare un posto o degli appartamenti dove mettere insieme in quarantena le persone che sono tornate da lì – ha detto Yu, che vive e lavora a Prato – ma ci è stato spiegato che la comunità orientale non aveva l’autorizzazione per fare questo. Così ora le persone che sono tornate sono a casa e ci rimarranno per almeno 15 giorni”.

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