Coronavirus: paura virale

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La diffusione del nuovo Coronavirus emerso in Cina (2019-nCoV) si è allargata ulteriormente fino ad essere definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità un’emergenza sanitaria internazionale. Anche il governo Italiano ha decretato lo stato di emergenza per sei mesi. In risposta al Coronavirus e per prevenire la patologia da esso provocata, chiamata Covid-19, la Cina sta attuando misure di sicurezza senza precedenti. Anche in Italia la paura da Coronavirus è ormai molto forte con l’arrivo dei primi casi accertati. La diffusione del virus è peraltro visualizzabile su una mappa grazie agli ingegneri informatici del Center for Systems Science and Engineering dell’Università di Hopkins, che hanno creato una mappa in tempo reale della diffusione dell’infezione nel mondo.

Ma cos’è un Coronavirus ed in che senso quello emerso a Whuan è diverso da quelli attualmente conosciuti? Per fare il punto della situazione e capire cosa sta succedendo è necessario procedere per gradi, in modo da non tralasciare alcun particolare ed evitare di fare confusione.

Trasmissione del virus attraverso le vie respiratorie

Il Professor Pregliasco, virologo presso il Dipartimento Scienze biometriche per la salute dell’Università degli Studi di Milano, Vice Presidente Nazionale dell’A.N.P.A.S. (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) e Direttore Sanitario della Casa di Cura Ambrosiana SRL di Cesano Boscone, in una recente intervista ha confermato il che il Coronavirus 2019-nCoV è trasmissibile da uomo ad uomo, e sembra che il contagio possa avvenire addirittura durante il periodo di incubazione, quindi in totale assenza di sintomi.

Non è ancora stato identificato il cosiddetto “serbatoio” del virus cinese, ossia dove sia avvenuto il primo contagio, alcuni studiosi cinesi hanno parlato di serpenti, ma altri hanno smentito questa ipotesi sottolineando la necessità che serva un mammifero per trasferire questa tipologia di Coronavirus. Il primo contagio pare sia avvenuto nel mercato di animali vivi di Wuhan, ed è estremamente importante ricordare che si può rimanere infetti con questo virus anche mangiando del cibo crudo. Secondo l’esperto di malattie respiratorie, Zhong Nanshan, il nCoV2019 potrebbe essere trasmesso anche tramite vomito o feci. “Dovremmo attribuire grande importanza alla questione, poichè il virus è stato scoperto nelle feci” ha sottolineato.

Sin dall’inizio dell’epidemia, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e numerosi istituti di ricerca di tutto il mondo hanno diffuso le stime del cosiddetto R0 dell’infezione: si tratta del cosiddetto “numero di riproduzione di base”, ossia un fattore che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva, ma è un valore che se non correttamente interpretato può scatenare allarmismo tra chi lo legge senza informarsi adeguatamente. È proprio questo ciò che è accaduto con il Coronavirus cinese: i post con commenti preoccupati legati ai valori dell’R0 sono infatti stati condivisi sui social innumerevoli volte, in realtà però è stato più volte spiegato perché non ci sia molto di allarmante circa il 2019-nCov.

La prevenzione dal Coronavirus

L’utilizzo di mascherine in luoghi pubblici o affollati potrebbe essere una buona abitudine per evitare di entrare in contatto con il virus cinese. I consigli degli esperti però, vanno ben oltre questa prassi e puntano tutto sull’igiene delle mani e su alcune metodologie per gestire gli starnuti: la prima cosa da fare per evitare il contagio di un qualsiasi virus è lavarsi costantemente le mani, più e più volte al giorno. Per quanto riguarda gli starnuti invece, i più esperti virologi consigliano di non starnutire sulle mani o su un fazzoletto, ma di farlo sul braccio all’altezza del gomito: è questa la zona che entra meno in contatto con altre cose o persone, e iniziare a prendere questa abitudine potrebbe portare a giovamenti generici anche contro la diffusione di altri virus o malattie.

L’uso delle mascherine però non è essenziale, se non in paesi in cui ci sono focolai. A sottolineare questo particolare è il Professor Pregliasco, che sottolinea: “In Italia, ad oggi, non ha senso. Noi non la usiamo, mentre i cinesi la indossano anche per la comune influenza. È un loro stile, al di là della paura che c’è adesso e l’utilità in quel contesto. Gli amici orientali mi dicono che la usano anche come rassicurazione verso gli altri, cioè il malato che non vuole infettare gli altri”.

Il sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, mette a disposizione di tutti i cittadini un elenco ben preciso di consigli nati proprio con lo scopo di migliorare la prevenzione ed evitare i possibili contagi.